Un sogno chiamato Copenaghen

Fascino nordico

Esiste un luogo, su nell’Europa del Nord, dove acqua e cielo sembrano fondersi armoniosamente tra loro, quasi come in un legame in cui ciascun elemento non intende fare a meno dell’altro. Un posto dove la vista viene dolcemente solleticata non soltanto da una modernità che incede al piccolo trotto, ma anche da una moltitudine di colori che nella loro totalità danno vita ad un mosaico della cui bellezza non ci si stanca mai. Questa città è Copenaghen, Capitale della Danimarca e meta irrinunciabile per tutti coloro i quali, verso tutto ciò che è incanto scandinavo, nutrono qualcosa che varca esternamente le frontiere della semplice e passeggera infatuazione. Qui, il nuovo e l’antico non appaiono antitetici, ma camminano a braccetto elogiandosi reciprocamente. 

I suoi abitanti, poco più di 600.000 in tutto, sono ad essa legati per mezzo di un vincolo fatto di profondo rispetto e di un orgoglio frutto di un primato assolutamente esclusivo. Negli ultimi anni, infatti, a Copenaghen è stato riconosciuto il titolo di città più vivibile ed accogliente dell’Europa settentrionale. Se è vero che la lingua ufficiale è, ovviamente, il danese, è vero anche che approdare qui significa trovare piuttosto facilmente persone disposte a fornire indicazioni in inglese. 

Tappe di un itinerario unico

Data la sua relativamente limitata estensione territoriale, Copenaghen si presta alla perfezione per essere visitata a piedi. Le sue attrazioni principali, infatti, sono tutte situate ad una distanza piuttosto breve l’una con l’altra. Questo aspetto renderà la progettazione di un itinerario se non altro agevole. Detto ciò, quali sono quindi le tappe alle quali spetta il diritto di essere immesse all’interno della tabella di marcia? 

  • meta iniziale per un viaggio a Copenaghen degno di tale appellativo non può che essere rappresentata dalla celeberrima “Sirenetta”. Vero e proprio elemento simbolico della città, si tratta di una statua bronzea i cui natali vanno collocati al primo decennio del Novecento. E’ proprio in quel periodo, infatti, che Carl Jacobs, figlio di colui al quale è imputabile la fondazione del leggendario marchio Carlsberg, chiede ad Edvard Eriksen di realizzare una scultura che riuscisse a dare sostanza al fascino che nei suoi confronti esercitò un balletto liberamente ispiratosi alla famosa ed omonima fiaba di Hans Christian Andersen. Pare che, all’atto della sua realizzazione, l’artista si servì della sua consorte nelle vesti insolite di modella. Nel corso del decenni, la Sirenetta è stata oggetto di ripetuti atti vandalici, i quali non sono tuttavia riusciti nell’intento di minarne il fascino;

  • depennare dalla lista il Parco Tivoli significherebbe oltraggiare l’innata essenza di Copenaghen. Inaugurato nell’ormai lontano 1843, i giardini di Tivoli si piazzano al secondo posto nella graduatoria dei parchi divertimenti più antichi del Vecchio Continente. Legittimo inquilino del gradino più alto del podio è infatti il Dyrehavsbakken, situato nella non molto lontana Klampenborg. Oltre ad essere luogo nel quale alla fantasia infantile sarà dato ampio margine di espressione, Tivoli si è pian piano trasformato anche in punto d’incontro per lavoratori in pausa oppure per ragazzi che qui vengono ad assistere ai concerti dei loro artisti preferiti. Per i cultori del brivido, caldamente consigliato è un giro sulle montagne russe Deamon. Se, al contrario, si intende vivere in tutta tranquillità il proprio soggiorno danese, estesa sarà la gamma di attrazioni selezionabili in alternativa;

  • chiunque abbia intenzione di immergere la totalità del proprio essere all’interno di una storia, come quella danese, in grado di attraversare veemente un filo continuo lungo millenni, non potrà omettere dal proprio cammino una visita al Museo Nazionale ed all’edificio che lo ospita, un palazzo in stile rococò edificato a cavallo tra il 1743 ed io 1744. Il piano situato più in basso è sfondo di una raccolta di reperti le cui origini trasversali consentono di passare, nel giro di qualche minuto, dalla Preistoria all’anno 1000. Delicatamente avvolta da un’atmosfera tanto suggestiva quanto altrove introvabile è la sala delle rune, in questo modo denominata perché custodisce monoliti sulla cui superficie vi sono segni appartenenti all’antichissimo alfabeto runico;

  • tra i siti che meritano maggiore attenzione, per via delle peculiarità di cui si caratterizza, vi è  Christiania, celebre ai più con l’appellativo di Città Libera di Christiania.  Adagiatosi nel distretto di Christianshavn, la storia di questo quartiere risulta recente ma decisamente travagliata.  Nel 1971, infatti, una comitiva composta da hippy decise di occupare un agglomerato di edifici i quali, fino a qualche anno prima, erano sede di una base navale.  Dopo un tira e molla, i fondatori della comunità hanno raggiunto l’intento di ottenere dall’esecutivo danese il riconoscimento di territorio autogestito. A giungere alla ribalta, anche a livello europeo, è la circolazione di droghe leggere;

  • degna conclusione di questo suggestivo tour nella bella Copenaghen non può e non deve prescindere dal toccare uno scorcio dove uno scatto, oltre a rimanere impresso nella carta, sarà riposto nell’angolo dedicato ai ricordi più preziosi. Traducibile nella lingua italiana con la dicitura di “porto nuovo”, il canale di Nyhavn sarà una visione che si distingue per case tinteggiate di fresco, per caffè dove trascorrere momenti scarni da ogni pensiero e per la presenza di imbarcazioni turistiche delle quale poter fruire per godere di una prospettiva della città davvero unica.

Menù in salsa danese

Ricca sia di carne che di pesce, la cucina danese è diretta espressione di un clima, quello scandinavo, che necessita di alimenti ricchi di calorie. Se, per via di un itinerario assai nutrito, non si ha tempo di fare una pausa all’interno di uno dei tanti ristoranti presenti, cibarsi di uno Smorrebrod potrebbe essere un buon modo per alleviare la morsa della fame. Si è in presenza di una fetta di pane (solitamente di segale) sovrastata da ingredienti di ogni genere, dai gamberetti alle noci, dai cetrioli al salmone, dal formaggio fino ad arrivare alla uova. 

Altra pietanza potenzialmente capace di stuzzicare le papille gustative va rintracciata nelle Frikadeller, polpette di carne (vitello o maiale) nel cui impasto vengono aggiunte anche delle cipolle tritate. La loro cottura avviene solitamente in burro e con l’aggiunta di birra. 

Terzo ed ultimo manicaretto citabile sono le Tarteletter, una sorta di tartine il cui ripieno si compone di carni bianche, asparagi ed una vellutata crema a base di formaggio.

Come arrivare a Copenaghen

Diverse sono le opzioni vagliabili per arrivare a Copenaghen. Per chi dall’Italia giunge in aereo, lo scalo aeroportuale Kastrup si trova a solo 8 km dal centro abitato ed è stato premiato dalla rivista statunitense Forbes come uno dei dieci migliori aeroporti del globo.  

Arrivarsi in treno potrebbe apparire più complicato, ma non meno fascinoso. Per i visitatori che partono da Milano, bisognerà prima attraversare la Svizzera (Lugano, Bellinzona, Basilea) e poi la Germania (Francoforte, Kassel, Amburgo). 

A cadenza giornaliera, traghetti DFDS Seaways assicurano corse marittime che dalla Capitale norvegese di Oslo conducono a Copenaghen. 

 

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