Siviglia: regina dell’Andalusia

Se il costante ed irrefrenabile corso della storia lascia in ogni luogo segno più o meno marcato del suo passaggio, non sarebbe possibile definire l’Andalusia una sporadica eccezione. Profondamente differenti tra loro sono le culture che, all’interno di questo spicchio incantato di Spagna, hanno saputo trovare terreno fertile per attecchire in maniera florida e prospera. Dai romani ai cartaginesi, dai visigoti ai vandali, dai bizantini fino ad arrivare agli iberi, tutto ciò di cui ad oggi le città andaluse sono ricche è debitamente attribuibile a questo miscuglio di influssi. A conferma aggiuntiva di quanto l’Andalusia faccia della propria unicità molto più di un materiale biglietto da visita vi è la particolare conformazione geografica. Risultano infatti essere sostanzialmente tre le aree in cui la sua tutt’altro che limitata estensione (oltre 87.000 km quadrati) si suddivide. Prima di queste è la Sierra Morena, una catena montuosa che percorre la superficie compresa tra il confine lusitano e la Sierra de Alcaraz. La seconda area è invece rintracciabile in un altro agglomerato di rilievi, quello della Cordigliera Betica. Quello di cui si contraddistingue il suo territorio è il continuo e metaforicamente carnevalesco alternarsi di macchia mediterranea e di foreste decidue, la cui prosperità va attribuita ad un clima piuttosto clemente. Terzo ed ultimo segmento territoriale è dato dalla Depressione Betica, una pianura di tipo alluvionale che culmina in prossimità del Golfo di Cadice. Il candore delle abitazioni, la multicromaticità dei fiori che ne ricoprono i cortili, la genuinità di un olio qui prodotto in grandi quantità ed il soave rimbombo del flamenco rappresentano peculiarità supplementari solo e soltanto all’apparenza ma che, egli effetti pratici, contribuiscono a disegnare i connotati di una zona certamente meritevole di essere respirata nella sua reale natura.

L’itinerario

Nell’intraprendere il tanto ardito quanto tuttavia agevole tentativo di imbattersi alla ricerca di un centro che possa incarnare alla perfezione le peculiarità storiche, culturali e geografiche appena descritte, la scelta andrà inevitabilmente orientata verso Siviglia.  Insieme a Granada e Cordoba, Siviglia è capostipite di una fama, quella che avvolge l’Andalusia, il cui risultato immediato è la corposa affluenza di turisti che annualmente arrivano qui. Trascorrere le meritate vacanze tra le strade di questo centro abitato permetterà a chiunque di divenire diretto visionante di stradine caratteristiche, di parchi dove poter godere di una dimensione dove il tempo concede tregua e di ricorrenze le quali, per peculiarità ed allegria, vanno senza ombra di dubbio alcuna immesse nella tabella di marcia. Se è vero che diverrebbe quasi impossibile quantificare i gioielli di cui Siviglia si orna ogni giorno, è altrettanto vero che tra i più preziosi di tutti vi sono:

  • la Cattedrale di Santa Maria della Sede. Edificata agli albori del Quattrocento, il lembo di terra sul quale essa si erge era occupata in precedenza da un luogo di culto islamico, la moschea Aljama. La Giralda, componente architettonico principe della struttura, è stata alla fine degli anni Ottanta dichiarata Patrimonio UNESCO. Le dimensioni di questo campanile sono perfettamente sovrapponibili al concetto di imponenza, data un’altezza che supera di poco i 104 metri. Malgrado possa rivelarsi esercizio fisicamente gravoso, salire le rampe circolari permetterebbe di trarre beneficio di una veduta spettacolare sulla città. L’interno della Cattedrale è altresì meritoria di una visita approfondita. Seppur recenti studi abbiano messo in dubbio la sua veritiera entità, della Tomba di Cristoforo Colombo vanno egualmente sottolineate la monumentalità e l’aura quasi mistica che la ammantano;
  • ancor più di una Cattedrale che cattura l’occhio, e rubare il cuore vi è un complesso architettonico il quale, con ogni probabilità, costituisce aspetto distintivo di Siviglia: l’Alcàzar. Ancora oggi, è qui che la famiglia reale dimora in occasione delle permanenze sivigliane. L’Alcàzar è quanto di più perfetto ed emblematico esista dell’arte Mudejar, una tecnica artistica che proprio in terra iberica ha trovato l’accogliente strada di casa. I motivi decorativi che internamente ne tappezzano le pareti sono dimostrazione di quanto il termine “bello” talvolta non riesca a rendere giustizia. Camere e cortili sono nella loro totalità finemente adornate, così come giardini le cui fontane sfornano all’unisono getti acquiferi leggiadri, come la più delicata delle ballerine;
  • dedicata al Paese iberico è una piazza la cui costruzione è relativamente recente, compresa tra il 1914 ed il 1928. Fin dalla messa in opera della centralissima Plaza de Espaňa, furono oltre 1.000 i lavoratori coinvolti in un progetto la cui grandiosità è comprovata da altri riferimenti numerici. 50.000 metri quadrati di superficie complessiva, 515 metri di lunghezza del canale che ne contorna l’ampiezza ed un diametro che varca abbondantemente la soglia dei 150 metri. Il canale è varcabile per mezzo di 4 ponti che danno rappresentazione dei 4 antichi Regni di Spagna. Diverse sono le pellicole che nei decenni scorsi sono state girate nella cornice suggestiva di Plaza de Espaňa, tra cui “Il vento e il leone” ed “Il dittatore”, film risalente al 2012 interpretato, tra gli altri, dal comico e doppiatore britannico Sacha Baron Cohen;
  • quarto ed ultimo suggerimento va ricercato nel Barrio de San Bartolomè. Insieme ad un altro quartiere non troppo lontano, quello di Santa Cruz, esso veniva spesso e volentieri identificato con il nome di Juderia, appellativo con il quale si era soliti soprannominare le zone della città abitate perlopiù da persone di religione ebraica. Analogamente a molte altre zone cittadine, anche il Barrio de San Bartolomè spicca per un’atmosfera che, tra le melodie del flamenco ed abitazioni accoglienti sia dentro che fuori, cura l’aspetto di una città i cui lineamenti si distinguerebbero tra mille. Viste le stradine che, quasi come un labirintico percorso, ne rivestono l’area, il quartiere si presta particolarmente a passeggiate capaci di alimentare riccamente i sogni futuri. Per quanto il Barrio de San Bartolomè possa non materializzare la celebrità dei siti menzionati in precedenza, è in questa parte di Siviglia che si conserva inalterata la sua ancestrale sostanza.

Le cibarie

Per coloro i quali, oltre che ad un tour variegato, siano alla ricerca di sapori tipici, vi sono alcuni piatti che potrebbero rispondere a queste legittime aspettative. Svegliarsi facendo un pieno di energia vuol dire, nel capoluogo andaluso, cibarsi di una o più fette di pane tostato, le tostadas, solitamente condite con olio o burro e farcite, non di rado, da qualche cubetto di pomodoro o da una fetta non troppo spessa di jamon serrano, il prosciutto locale.

Pranzare con un piatto unico, come le uova alla flamenca, combacia con una scelta che placherebbe la fame del post passeggiata. L’ingrediente principale, l’uovo, viene fatto rosolare in olio ed aggiunto infine ad una salsa di pomodoro impreziosita qua e là da qualche fettina di chorizo. Per della buona carne, invece, c’è il rabo de toro. Materia primaria è la coda di toro, gustabile sia come tradizionale secondo piatto sia in accompagnamento alla pasta, all’interno di un normale sugo di pomodoro. Ultimo suggerimento guarda al mare, con la pipirrana de pulpo. Si è in presenza di un antipasto composto da polpo, olive, patate precedentemente lessate, cipolle e peperoni.

Dove soggiornare

In chiusura, cosa buona e giusta è fornire qualche indicazione inerente i migliori quartieri dove poter soggiornare. Tra quelli preferiti dai visitatori vi è senz’altro Casco Antiguo, zona immersa nel bel mezzo del centro storico. Optando per questa soluzione, tutte le maggiori attrazioni sivigliane saranno da qui raggiungibili nel giro di poco tempo. Se al pratico si preferisce invece una sessione full immersion di cultura andalusa, trovare un albergo nel Barrio de Santa Cruz non rappresenta missione proibitiva. Trattandosi tuttavia di un quartiere dove la quiete latita, è bene ponderare con attenzione questa scelta.

Terza soluzione è infine costituita dal quartiere Triana, adagiato sulla sponda est del fiume Guadanquivir. La confortevolezza dell’alloggio sarà, ovviamente, direttamente proporzionale alla disponibilità economica. Per una stanza in ostello, i prezzi partono dai 10 euro circa. Man mano che ci si avvicina ai quartieri più centrali, per una stanza doppia non molto lontana da siti come la Cattedrale, le tariffe partono invece dai 40 euro.

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