Sharm e dintorni

Sharm e dintorni

I soli 35.000 abitanti che stabilmente risiedono a Sharm El Sheikh non dovrebbero trarre in inganno. Le bellezze naturalistiche che ne cingono il collo attirano ogni anno un numero sempre crescente di visitatori giungenti da ogni continente. Il settore economico preponderante è ovviamente quello turistico. Una chiara dimostrazione andrebbe rintracciata nella gran quantità di strutture ricettive sparse lungo tutto il suo territorio. Soprattutto ultimamente, Sharm sta divenendo meta di diversi incontri di matrice politica, ai quali prendono parte delegazioni di tutto il mondo. Cosa vedere a Sharm? Quali sono le sue perle? Scopriamolo insieme!

 



Naama Bay

Baia naturalmente formatasi, quella di Naama si colloca in corrispondenza del frangente meridionale della penisola del Sinai, non troppo lontana dalla parte antica di Sharm. A decretare la fortune di una zona annualmente soggetta ad un corposo afflusso turistico è una barriera corallina che per bellezza non ammette rivali. Le caratteristiche dei fondali rendono questa parte di litorale la meta ideale per chiunque, ad un’immersione, proprio non intende rinunciare. L’ecosistema marino, dal punto di vista faunistico, è invece popolato da specie come il pesce Napoleone, il pesce balestra ed il pesce chirurgo. Quando il sole cala, una vibrante vita notturna viene abbondantemente alimentata da una gran quantità sia di attività commerciali sia di locali all’interno dei quali trascorrere ore di spensierata tranquillità. Nel mese di luglio del 2005, la baia di Naama è purtroppo diventata palcoscenico di alcuni incresciosi eventi di matrice terroristica.




Nabq Bay

Seconda tappa di un viaggio a Sharm che vorrete al più presto ripetere è Nabq Bay. Soprattutto negli ultimi anni, lungo la sua estensione sono sorti numerosi alberghi che, in sede di prenotazione, potrete senz’altro vagliare. Simile sviluppo, il quale però non è riuscito ad alterare l’incontaminato habitat marino, è stato facilitato dalla presenza, a poca distanza, dello scalo aeroportuale locale. Se, voi cultori delle immersioni, cercate una motivazione ulteriore per giungere qui, quest’ultima la troverete nella permanenza di relitti che incrementeranno il tasso di attrattività. Ulteriore attività che sta prendendo piede è il birdwatching. Le condizioni climatiche, insieme ad ambienti caratterizzati da peculiarità difficilmente trovabili altrove, sono terreno fertile per varietà di uccelli il cui transito è una vera gioia per gli occhi. Volendo cercare il classico pelo nell’uovo, potremmo dire che l’unica controindicazione è rappresentata da raffiche ventose che, qualora cerchiate tranquillità, non sono esattamente una manna dal cielo.




 

Monastero di Santa Caterina

Avendo sia tempo che interesse, un tragitto lungo non più di 200 chilometri vi condurrà verso una destinazione nella quale storia ed architettura si incrociano abbracciandosi dolcemente: il Monastero di Santa Caterina. Dichiarato Patrimonio UNESCO agli inizi degli anni Duemila, esso è stato eretto da terra nelle vicinanze del monte Horeb, altura nella quale secondo la Bibbia Mosè avrebbe ricevuto i comandamenti. Pareti murarie elevate lo cingono lungo tutti e quattro i lati. Ad intervalli regolari, è tuttora scrutabile ciò che resta di torrette d’avvistamento. L’unico punto dal quale accedere è situato ad est. Internamente rispetto alle mura, molteplici sono gli stabili sorti al servizio del monastero. Quello che forse meriterebbe interesse maggiore è la basilica fatta costruire dall’imperatore bizantino Giustiniano. Gli ambienti interiormente posti sono stati riccamente abbelliti da mosaici. Proseguendo la visita, ad accogliervi sarà una piccola cappella nella quale tuttora sono custoditi i resti di Santa Caterina d’Alessandria.

Isola del Faraone



Appartenente al governatorato di Suez, l’Isola del Faraone costituisce una fermata che dall’itinerario non potrete escludere. Contrariamente a quello che la sua denominazione potrebbe suggerire, si tratta di un insieme di strutture fortificate che non risalgono all’Antico Egitto, ma che sono temporalmente collocabili nel Basso Medioevo. Al fine di dar protezione ad una tratta marittima, quella compresa tra Il Cairo e Damasco, importante sia dal punto di vista economico che strategico, i crociati decisero di erigere proprio qui un fortino. Nell’anno 1170, Saladino si impadronì di un’isola che, negli anni seguenti, gli europei provarono a riconquistare. Stando a quello che numerosi documenti rinvenuti testimoniano, pare che nel Duecento la zona fosse abitata da famiglie dedite essenzialmente alla pesca. Salendo fino a raggiungere la parte apicale della fortezza, beneficerete di un panorama davvero particolare. Ciò che dinanzi a voi si prospetterà sarà uno sfondo nel quale intravedrete i confini di quattro nazioni: Arabia Saudita, Giordania, Israele ed appunto Egitto.

 

Parco Nazionale di Ras Muhammad

Tra i parchi nazionali più celebri in Egitto, quello di Ras Muhammad, istituito nel 1983, occupa una posizione altissima. Dal punto di vista geografico, nel lembo di terra sul quale poggia si intersecano tra loro il Golfo di Suez e quello di Aqaba. Dal centro abitato di Sharm, arrivare qui richiederà un tragitto verso meridione quantificabile in non più di una ventina di chilometri. La superficie ricoperta dalla riserva naturale ammonta a poco meno di 500 chilometri quadrati, estensione nella quale sono immissibili anche un paio di isolotti, quello di Sanafir e quello di Tiran. Hidden Beach e Yolanda Beach sono solo alcuni dei punti nei quali, in tutta tranquillità, farvi baciare dal sole ed accarezzare dalle acque cristalline. Per quello che riguarda Yolanda Beach, il nome che attualmente la identifica le è stato dato facendo riferimento ad una imbarcazione che proprio lì si inabissò. In qualche punto, la corrente è così forte da rendere necessario l’ausilio di istruttori subacquei quantomeno esperti. Chicche aggiuntive saranno un lago di acqua salata e tratti dove le mangrovie, impedendo al litorale di erodersi, fanno da padrona.





 

Città vecchia

Balzando da una modernità che corre ad un antico che senza fretta cammina, la città vecchia vi darà modo di scoprire le radici di un popolo che non dimentica. Le stradine, anguste e governate dal caos tipico di una città assai trafficata, sono nel tempo state trapuntate da negozietti nei quali potrete acquistare ciò che vorrete, dai tappeti a spezie che forse mai avrete sentito nominare. Ciò che dovrete acquisire immediatamente è una capacità di contrattazione che, al fine di strappare prezzi convenienti, vi sarà utile. Quando il sole tramonta, lo spettacolo visivo verrà arricchito dalle mille luci che avvolgono la Moschea Al Sahaba. Architettonicamente, in essa si mescolano lo stile ottomano e quello tipicamente arabo. Ulteriori stabili che per importanza non sono inferiori a quest’ultimo sono la Moschea Al-Mustafa e la Cattedrale di Havenly. A proposito della seconda, da tanti essa viene inserita nella lista delle chiese più belle del mondo. La controprova, entrando, la troverete sia nelle coloratissime vetrate sia nei dipinti ritraenti avvenimenti descritti nella Bibbia.

 

Le altre spiagge

Pur avendo in precedenza citato alcune delle spiagge più belle di Sharm El Sheikh, in seguito ve ne proporremo altre, altrettanto meritevoli:

  • Main Beach. Se è la tranquillità che cercate, potreste non aver scelto il posto giusto. Main Beach viene infatti giornalmente presa d’assalto da bagnanti innamorati delle sue bellezze. Per arrivarci, vi basterà prendere l’autobus in centro città. La sabbia è fine, con sfumature dorate che, nell’entrare a contatto col mare, lasciano spazio a tonalità tendenti al turchese. La barriera corallina si estende per una cinquantina di metri. Immergendovi, tutto vi sembrerà qualcosa di molto simile ad una tela;



  • Khashaba Beach. Imbattendovi alla ricerca d’un sano silenzio, v’arresterete dinanzi a questa spiaggia, egualmente bella ma molto meno affollata da chi ama la confusione. Le sfumature, qui, sono quelle predominanti di un deserto che non troppo lontano fa capolino, donando alla veduta un effetto visivo che non dimenticherete. Come ogni spiaggia selvaggia che si rispetti, non attendetevi tutti quei servizi trovabili altrove. Al suo indubbio fascino contribuisce, infatti, un ambiente che non è stato minimamente intaccato;
  • El Fanar. In loco, vi sentirete a casa. Questo perché, e lo vedrete con i vostri occhi, tanti italiani la scelgono come location per le proprie vacanza a Sharm. Ulteriore punto a favore è la vicinanza con il centro, dal quale i collegamenti sono costanti ed efficienti. La spiaggia è attrezzata con tutti i confort, per una permanenza che quindi si rivelerà impeccabile;
  • Shark’s Bay. L’appellativo potrebbe legittimamente intimorirvi, ma la beltà del luogo immediatamente vi farà cambiare idea. Andando sott’acqua, gli inoffensivi squali di barriera saranno soltanto uno dei particolari di un fondale che, siamo certi, apprezzerete senz’altro. La spiaggia, analogamente a quella descritta prima, è munita di tutto quel che richiederete. Contiguo è infine un ristorante dove potervi cibare di un prelibato boccone;

  • Bereika Beach. Anche qui, la serenità costituisce l’unica costante. La rigida regolamentazione del Ras Mohammed, di cui essa è parte, ha consentito all’ecosistema circostante di non subire i traumi di una mano umana spesso invadente. Il mare non è quasi mai agitato ed è quindi perfetto anche per i più piccoli.

I locali

E per divertirsi la notte? A Sharm la scelta è varia, con i locali più rinomati che possono essere in questo modo elencati:



  • Pacha. Ubicata al centro di Naama Bay, il sentore orientaleggiante e la partecipazione periodica di fj di fama globale la rendono inarrivabile. I generi proposti vanno dall’House al Trance fino ad arrivare al Deep House, mentre gli ambienti sono equamente distribuiti sia all’aperto che al chiuso;
  • La Dolce Vita. A causa della sua stazza, questa discoteca è stata affettuosamente soprannominata “Il Castello”. L’impronta stilistica, rispetto alla prima discoteca, appare certamente più sobria. La piscina conferisce un ulteriore tocco di ricercatezza;
  • Taj Mahal. Distante qualche minuto in taxi da Naama Bay, a cadenza settimanale questa discoteca impreziosisce la propria attività per mezzo della partecipazione di dj famosissimi;
  • Space. Inaugurato nel 2010, questo club è imparentato con quello già presente ad Ibiza, avente lo stesso nome. L’ambiente principe viene completato da una piscina, una cascata ed una deliziosa terrazzetta dalla quale poter vedere la vicina costa;
  • Panagea Club. Qui, il piatto forte è dato dai deliziosi cocktail preparati. Le illuminazioni che circondano la pista variano continuamente, per effetti cromatici sempre nuovi e suggestivi.

 

Dritte finali

I consigli, in ultimo:

  • I periodi migliori nei quali approdare a Sharm sono quelli compresi tra i mesi di marzo ed aprile ed ottobre/novembre. Essendo in presenza di una destinazione a trazione prettamente balneare, sarebbe meglio depennare gennaio e febbraio;
  • A dispetto di un mare per il quale abbiamo terminato gli elogi, Sharm El Sheikh non è solo questo. Se vorrete, vi sarà dato modo di prender parte ad escursioni nel deserto che nei vostri sogni continuerete a rimembrare. Le alternative sono il cammello, scomodo ma molto caratteristico, ed il quad. Compresa in simili pacchetti vi è la degustazione di un ottimo tè o una cena all’interno di una tenda;
  • Nonostante la più o meno pacifica coesistenza tra religioni, l’Egitto rimane un paese a maggioranza islamica. Proprio per questo, cosa buona e giusta sarebbe fare attenzione all’abbigliamento, riducendo ai minimi termini anche baci ed abbracci in pubblico;
  • Resort da sogno vi attendono, con servizi in grado di farvi sentire dei re. Tra quelli che per blasone troneggiano c’è lo Charmillon Sea Life (prezzo medio: 68 euro a notte). Ubicato a Nabq, la distanza che lo separa dall’aeroporto è di soli cinque chilometri. Affacciando direttamente sul mare, la spiaggia adiacente è adatta ad essere fruita sia dai grandi che dai piccini. Tra i servizi presenti c’è un campetto da beach volley ed un bar. Altro resort da adocchiare è il Royal Grand Sharm (prezzo medio: 120 euro a notte), con la sua spiaggia che è molto meno larga rispetto a quella dello Charmillon. Simile piccolo inconveniente verrà tuttavia riscattato da una barriera corallina meravigliosamente bella. Terzo ed ultimo suggerimento è il Sultan Garden Resort (prezzo medio: 80 euro a notte). Farvi comprendere dai dipendenti non sarà così complicato, visto che tanti di loro parlano un ottimo italiano. Prima di giungere alla reception c’è uno spazio nel quale rilassarvi, magari sorseggiando un ottimo drink;
  • Una delle cose che qui proprio non potrete evitare di assaggiare è il domiati, un formaggio tipico originariamente prodotto con solo latte di bufala. Tra i piatti egiziani più notori c’è il koshary, preparato assemblando insieme pasta, salsa di pomodoro, cipolle, ceci, lenticchie ed aglio



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