San Francisco, la città del Golden Gate e di Alcatraz

Nello stato californiano, la città di San Francisco occupa il terzo posto tra i centri più densamente popolati. Davanti ad essa ci sono, in ordine, Los Angeles, San Diego e San Jose. Alcune tra le grandi aziende che qui hanno sede sono, tanto per citarne qualcuna, Pinterest, Twitter, Dropbox e Levis. Tra i settori economici emergenti, quello turistico occupa una posizione di tutto rispetto. Perché? Scopriamolo insieme!



Il Golden Gate Bridge

Intraprendere il nostro viaggio nella movimentata San Francisco senza doverosamente menzionare il Golden Gate rappresenterebbe una mancanza che soprattutto chi ama questa città potrebbe non perdonarci. Edificato negli ormai lontani anni Trenta, si tratta di un ponte il cui percorso sovrasta la tratta corrispondente ad uno stretto, quello capace di mettere tra loro in collegamento l’Oceano Pacifico con la Baia di San Francisco, che si fregia della medesima denominazione. Vista l’imponenza, sarà bene rivolgere un minimo di attenzione alle dimensioni. Per quello che riguarda la lunghezza, essa ammonta a 2,71 chilometri. La distanza che invece separa le torri è pari a 1,82 chilometri. Tra le superficie dello stesso ed il pelo dell’acqua sottostante si frappone un segmento in altezza che, seppur strettamente dipendente dalla marea, è mediamente di 67 metri.

Nel momento in cui anche l’ultima fase di lavorazione venne finalmente perfezionata, nel 1937, il Golden Gate si piazzava in prima posizione tra i ponti sospesi più lunghi del globo. Col trascorrere degli anni, esso si è man mano tramutato in elemento simbolizzante una città che anche grazie ad esso si fa riconoscere agli occhi del mondo. All’inaugurazione presenziò il Presidente degli Stati Uniti in persona, Franklin Roosevelt, il quale pigiando un tasto attivò un flusso veicolare che ancora oggi raggiunge numeri davvero considerevoli. Fin dall’inizio dei lavori, l’occhio venne rivolto anche ad una sicurezza degli operai garantita per via dell’installazione di una rete che ridusse ai minimi termini i decessi provocati per colpa delle cadute. Malgrado ciò, furono 11 gli operai che persero la vita, la maggior parte dei quali in concomitanza delle fasi conclusive della costruzione. La motivazione d’una simile impennata è rintracciabile nel danneggiamento parziale della rete stessa. Essendo in presenza dell’unica arteria il cui utilizzo permette l’uscita dal centro abitato per chiunque abbia la necessità di raggiungere il frangente settentrionale della zona, giornalmente sono circa 100.000 i mezzi che più o meno abitualmente in loco transitano. Per ciò che invece interessa la fruizione dei pedoni, a questi ultimi viene dato modo di attraversare il Golden Gate grazie ad una serie di marciapiedi i quali, nel periodo di tempo intercorrente tra il mese di aprile e quello di ottobre, sono aperti dalle 5 del mattino alle 21. Tra i particolari distintivi di un ponte ormai notorio in ogni angolo del mondo vi è senza ombra di dubbio alcuna la colorazione che esternamente mostra.



La sfumatura di arancione che sulla sua facciata è stata applicata prende il nome di arancione internazionale. La scelta, contrariamente a quel che forse si potrebbe pensare, non è casuale. A consigliare questa singolare tonalità cromatica fu l’architetto Irving Morrow, il quale affermò che essa si sarebbe perfettamente adattata alle peculiarità estetiche dell’ambiente circostante. Un’altra ragione va poi rintracciata nel fatto che, quando qui scende la nebbia, il ponte diviene in questo modo agevolmente scrutabile. Se è vero che tanti sono i primati che ne arricchiscono una fama la quale non conosce flessione, è altrettanto vero che qualcuno di questi si caratterizza per una forte negatività. In loco, nei decenni, tante persone hanno deciso di porre fine alla propria vita. Dall’anno della sua apertura fino al 1995, 1.000 sono stati i casi registrati. Il ponte, come facile sarebbe immaginare, è comparso in una serie corposa di pellicole cinematografiche, da “L’uomo bicentenario” a “The Rock” fino ad arrivare a “La donna che visse due volte”.

I musei

Perfezionata una prima parte del nostro viaggio che interamente s’è sovrapposta all’iconico ponte cittadino, cosa buona e giusta sarà provvedere ad elencare brevemente i musei che in prima persona abbiamo avuto modo di ammirare:

  • il San Francisco Museum of Modern Art (prezzo biglietto 25 dollari). Istituito nella prima metà degli anni Trenta, esso rappresenta  insindacabilmente il principale museo locale trattante l’ambito dell’arte moderna. Quantificando una collezione che tuttavia poco si presta ad una frettolosa delimitazione, i pezzi esposti dinanzi alla pubblica ammirazione sono quasi 30.000. Opere pittoriche, scultoree e scatti fotografici costituiscono in toto rappresentazioni da contemplare senza fretta, prendendovi tutto il tempo che vi serve. Nel 2016, il museo è stato oggetto di un intervento volto ad incrementare ulteriormente la sua già importante estensione. Annualmente, una trentina sono più o meno le esposizioni che tra loro si alternano. Tra le firme che più velocemente potrete riconoscere vi sono quelle impresse sulle proprie opere da artisti del calibro di Andy Wahrol, Henri Matisse, Marcel Duchamp e Jackson Pollock;
  • Il Museo di Arte Asiatica (prezzo biglietto 15 dollari). Stando a quello che l’appellativo identificante suggerisce, tra le sue pareti questo museo affagotta qualcosa come 18.000 manufatti, a loro volta catalogabili lungo un filo temporale di 6.000 anni. L’apertura al pubblico, collocabile tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio del decennio successivo, venne per gran parte incentivata da chi, come Avery Brundage, decise di donare alla struttura i pezzi facenti parte delle proprie prestigiose collezioni personali. Nel mese di marzo del 2016, anche qui sono stati posti in essere lavori atti ad estendere l’area guardante e meridione. La loro ultimazione porterà alla formazione di uno spazio ulteriore ammontante a ben 840 metri quadrati. L’esposizione è chiaramente divisa sulla base del lembo geografico di provenienza di ciascun elemento. Tra le aree più affascinanti vi sono quelle suffraganti l’Asia meridionale, il Giappone, la Corea e la Cina. La complicità d’una costante ed incrementante frequentazione, insieme a quella assicurata da un blasone che ha ormai raggiunto una valenza globale, hanno insieme rappresentato fattori che qui hanno nei decenni portato collezioni ulteriori che, come quella giunta dalla Cina nel 1975, mai avevano varcato esternamente la soglia del proprio Paese. Salendo ed approdando nei pressi del secondo piano, vi sarà data la possibilità di visionare una casa da tè in pieno stile nipponico;


 

  • Il De Young Memorial Museum (prezzo biglietto 15 dollari). La sua istituzione va cercata decisamente indietro nel tempo, arrestandosi di fronte all’anno 1894. Alla fine degli anni Ottanta, la struttura che ne ospita le inestimabili ricchezze venne severamente deturpata dai sussulti di un sisma. Nel 2005, la riedificazione trovò finalmente ragione di esistere materialmente. Nel dare a quest’ultima un forte slancio, le donazioni di carattere monetario permisero ad una città come San Francisco di riacquisire nuovamente un museo che davvero merita di essere visitato. Tra gli autori che per mezzo delle loro visionarie creazioni qui rivivono ci sono Diego Rivera, Georges Seurat e Kiki Smith.



    

Il Golden Gate Park

La conformazione del Golden Gate Park tende a rassomigliare ad un rettangolo. Internamente rispetto alle frontiere che ne delimitano la tutt’altro che ridotta estensione, la superficie è pari a poco più di 4 chilometri quadrati. Sono 13 milioni gli utenti che nei meandri di questo bellissimo parco pubblico scelgono di trascorrere momenti all’insegna della tranquillità e della spensieratezza. Accedendovi, le fermate al cospetto delle quali stoppare la vostra corsa sono molteplici. Una di queste, colei che forse meriterebbe una sana ed attenta riflessione, è rappresentata dal National AIDS Memorial Grove. Allestito nel 1988, questo posto nasce con lo scopo di commemorare tutti coloro che sono morti per via di questa terribile malattia. Tra le specie animali che nel parco albergano ci sono i bisonti, originariamente condotti qui nell’ultimo decennio dell’Ottocento.



All’epoca, infatti, la direzione del parco provvide all’acquisto di un piccolo branco. Qualche anno dopo, un apposito recinto venne allestito, con gli animali che tuttora sono stati posti sotto la scrupolosa supervisione del personale facente capo allo Zoo di San Francisco. Passando dall’ambito faunistico a quello vegetale, è bene ristorare mente e corpo al cospetto del Conservatorio dei fiori. La serra, data alla luce nella seconda metà del diciannovesimo secolo, orna di vivaci colorazioni ed inebria con avvolgenti fragranze un parco che attorno ad esso sembra rispettosamente raccogliersi. Prima di congedarsi da questo posto, non dimenticate di fare un salto alla California  Academy of Sciences. Ogni anno, i visori censiti sono 1.000.000. Le ragioni sono presto dette. Uno dei settori che in loco riscuote maggior interesse è quello della biologia marina, con un aquario nel quale volteggiano sinuosamente varietà di pesci giungenti da ogni dove. Se al contrario il vostro cuore è stato irrimediabilmente conquistato dalla geologia, nessun problema. Vasta ed articolata è la raccolta di minerali e gemme.

Le chiese regine

Non ci troviamo in una grande Capitale europea, ma secondo il nostro parere le chiese continuano comunque a rivestire un fascino indisposto ad ogni genere di dimenticanza. Proprio per questo, nella lista che segue ne enumereremo un paio:

  • La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. In questo luogo, si raccoglie soprattutto in preghiera chi come noi ha origini italiane. La fama della chiesa è purtroppo legata anche a passati ed incresciosi avvenimenti. Negli anni Venti, infatti, due malintenzionati provarono, mediante il posizionamento di un ordigno, a far esplodere la chiesa. L’intervento dei poliziotti portò all’uccisione di entrambi, uno dei quali spirò tuttavia successivamente. Le foto ritraenti il matrimonio di Marilyn Monroe e Joe DiMaggio vennero scattate nella scalinata antistante la facciata. L’unione non potette svolgersi internamente, in quanto il campione di baseball era già stato sposato una volta;

  • La Chiesa di Sant’Anna. Costruita negli anni Trenta, i suoi tratti somatici le permettono di esser facilmente vista da ogni angolo del centro abitato. A cadenza annuale, coloro i quali frequentemente qui si recano contribuiscono all’organizzazione di una novena sfociante in una processione che celebra proprio la santa riportata nell’intitolazione. La cupola eccelle per imponenza, la facciata esibisce lineamenti tipicamente romanici e l’istituto posto sotto le sue dipendenze viene frequentato da molti ragazzi che abitano nelle vicinanze.



Alcatraz

Ci rifiutiamo di credere che mai abbiate sentito parlare di Alcatraz. In caso contrario, niente paura, provvederemo noi a raccontarvi qualcosa di più in proposito. L’isolotto, distante solo 2 chilometri da San Francisco, ha riscosso una fama avente carattere mondiale grazie alla presenza, dilatatasi per oltre tre decenni, di quello che nell’immaginario collettivo costituisce il carcere per antonomasia. Iniziando dalla natura che la contraddistingue, cosa buona e giusta è evidenziare l’indisturbata permanenza di specie animali, come gabbiani e cormorani, che tra le pareti rocciose poste ad oriente possono nidificare. Un’altra varietà è quella che prende l’eloquente denominazione di lumaca a banana gialla. Lunga al massimo una ventina di centimetri, essa si ciba principalmente di vegetali e funghi.



Tra i detenuti che nelle celle della prigione di Alcatraz hanno scontato parte della propria pena ci sono stati Al Capone, George Kelly ed Alvin Karpis. La sua chiusura venne decretata nella prima metà degli anni Sessanta. La causa va cercata negli oneri collegati al trasporto di derrate alimentari ed acqua verso l’isola, diventati ormai difficilmente sostenibili. Quel che i conoscitori della storia del carcere sapranno è che, qui, i detenuti ricevevano un trattamento duro. Nella maggior parte dei casi si trattava di ospiti i quali, precedentemente, avevano già provato a scappare da altre carceri. Se avete voglia di venire qui, potrete beneficiare di uno dei tanti tour guidati che giornalmente vengono organizzati.

I grattacieli

E per quel che riguarda i grattacieli? In questa sede ne metteremo insieme due, quelli che in ordine sono i più elevati:

  • Salesforce Tower. Misurando lo spazio intercorrente tra il basamento ed il suo apice, la quota ottenuta è pari a 326 metri. Tra i grattacieli statunitensi più elevati, questo occupa la dodicesima posizione. I piani sono in tutto 61 e gli ascensori 34;

 

  • Il Transamerica Pyramid. Consultando il suo appellativo, avrete già qualche suggerimento inerente la sua conformazione, quadrata in basso per poi restringersi man mano che si va su. Il punto più alto della struttura giace ad un’altitudine di 260 metri, con una superficie interna di 2.000 metri quadrati, a sua volta percorribile utilizzando uno tra i 18 ascensori, ed una suddivisione ammontante a 48 piani. Il piano che sovrasta tutti gli altri racchiude a sé un immobile, ospitante sia ricevimenti che pranzi di lavoro, dal quale godere di una veduta globale sulla città. Le linee esterne sono capaci di coniugare tra loro piacevolezza estetica ed una sicurezza la quale, in una zona in passato soggetta ad alcuni rovinosi terremoti, non è un aspetto di risibile importanza.

I quartieri più caratteristici

Il paragrafo che prima dei consigli finali vogliamo per voi redigere andrà ad ossequiare due tra le zone di San Francisco più caratteristiche: Chinatown e Fisherman’s Wharf. Andiamo per ordine, però. Per quello che concerne il primo quartiere, esso venne fondato nella prima metà dell’Ottocento. Sono un paio le arterie che ne porzionano l’estensione. La prima assume l’epiteto di Grant Avenue. E’ da qui che si entra .Vi accorgerete di trovarvi nei pressi di Chinatown quando vedrete il tradizionale porticato fiancheggiato su entrambi i lati da due sculture ritraenti altrettanti leoni. La seconda è invece Stockton Street. La frequentazione turistica è in loco meno evidente. Da rammentare è tuttavia la presenza di numerose attività commerciali, tra cui boutique e ristorantini. La piazza che per importanza qui staziona è Portsmouth Square. Non di rado, vi sarà dato modo di assistere a sentitissime dispute di scacchi cinesi. E Fisherman’s Wharf? Qui, si giunge per i poli museali, tra cui quello dedicato alla Marina Militare e, in accompagnamento, per poter gustare un boccone prelibato in uno dei tanti locali qua e là sparsi. Il centro commerciale per eccellenza è qui il Pier 39. Entrandovi, troverete non soltanto un’infinità di negozi, ma anche un ambiente allestito per assistere ad alcune riproduzioni di tipo tridimensionale ed un acquario. Diverrà una costante visionare anche le estrose esibizioni di alcuni artisti.

 

Le info

I consigli, per concludere:

    • Il periodo migliore nel quale visitare questa splendida città è quello compreso tra il mese di maggio e quello di settembre;
    • Per una stanza in hotel a 3 stelle, le tariffe per notte sono comprese tra i 130 ed i 160 euro (150-185 dollari). In un albergo a 4 stelle, invece, la spesa massima si aggirerebbe intorno ai 250 euro (290 dollari);
    • Per chi alla cucina italiana non intende rinunciare nemmeno in America, a San Francisco sono nel tempo sorti dei ristoranti validissimi. Uno di questi è il Fior d’Italia, fondato tra la fine dell’Ottocento ed il principio del Novecento. Le pietanze presenti in carta provengono soprattutto dall’Italia settentrionale. La scelta si amplia a proposito dei vini, con etichette italiane che si alternano ad ottimi prodotti di origine californiana. Altra struttura da vagliare con attenzione è il Tommaso’s. Qui, però, a far da padrona è la pizza, preparata seguendo scrupolosamente i dettami partenopei e cotta all’interno del tradizionale ed intoccabile forno a legna;

  • Facendo affidamento su quel che alcune recenti statistiche hanno affermato, pare che a San Francisco circa 1/3 dei residenti preferisca muoversi fruendo dell’efficiente rete di trasporto pubblico locale. Uno dei sistemi principi è quello chiamato Bay Area Rapid Transit (lungo in tutto poco più di 180 chilometri). Esso ha la funzione di mettere tra loro in collegamento San Francisco ed i principali centri adiacenti, tra cui Oakland (20 chilometri) e Richmond (10 chilometri). Usufruendo di una simile alternativa, potrete raggiungere comodamente anche lo scalo aeroportuale. La presenza di cinque linee caratterizza invece la Muni Metro, una rete tranviaria lunga quasi 60 chilometri e divisa in 120 stazioni circa;
  • Più che un consiglio, quello che segue vuol essere una curiosità. A San Francisco sono state ambientate anche diverse fiction televisive. Tra queste, ricorderemo Dharma & Greg e Nash Bridges.
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