Pernottare in un ex carcere

Stanchi degli hotel soliti? Perché, quindi, non vagliare una soluzione alternativa, magari trascorrendo una o più notti notte in quello che prima era un carcere? Se l’idea vi solletica, in seguito abbiamo elencato per voi una serie di strutture che potrebbero fare  al caso vostro.



Paesi Bassi



Un paio sono le ex prigioni olandesi nelle quali attualmente poter pernottare. Una di queste, quella che tra le due gode d’una maggiore notorietà, è ad oggi identificabile col nome di Lloyd Hotel, ad Amsterdam. Se è vero che la sua inaugurazione va fatta risalire alla prima metà degli anni Duemila, è vero anche che l’edificazione della struttura è rintracciabile molto più indietro nel tempo. La posa della prima pietra è infatti temporalmente collocabile nel 1918. Al momento del suo completamento, nel 1921, l’esborso economico legato alla sua costruzione risultò nettamente maggiore rispetto alla spesa inizialmente prefissata. Dagli inizi degli anni Venti fino al 1936, tra le sue stanze veniva assicurata ospitalità a tutti quei migranti provenienti dai Paesi dell’Europa orientale. Ebrei, nella maggior parte dei casi.




Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la sua destinazione d’uso cambiò. Qui, infatti, venne allestito un vero e proprio penitenziario, rimasto in funzione fino al 1963. Negli ultimi anni, molti minorenni dovettero in loco scontare la propria pena. I decenni susseguenti furono caratterizzati da un’incuria alla quale, tuttavia, si cercò di rimediare indicendo, nel 1996, un concorso volto a rivalorizzarne le ormai cadenti sembianze. Ad uscire vincente dalla competizione fu il progetto messo a punto dall’imprenditrice Suzanne Oxenaar e dallo storico dell’arte Otto Nan. Nel 2004, il Lloyd Hotel venne finalmente inaugurato. Internamente, gli alloggi mostrano un timbro stilistico guardante principalmente al moderno. L’aspetto decorativo venne con minuzia curato da alcuni designer, sia olandesi che provenienti da altri Paesi. In tutto, le camere sono 117.

Slovenia

Per rintracciare un altro ex polo detentivo, dovremmo far scalo in una nazione che con noi condivide i confini: la Slovenia. La struttura che ci accingiamo a menzionare è ubicata a Lubiana, città che caldamente vi consigliamo di visitare. Una ventina sono le celle componenti la suddivisione interna dell’odierno Youth Hostel Celica. Dal centro cittadino, la distanza da colmare per arrivare fin qui ammonta a poco più di un chilometro. Una trentina sono invece i chilometri che lo separano dal locale scalo aeroportuale. Gli alloggi, gli stessi nei quali prima i prigionieri trascorrevano gran parte della propria giornata, sono stati riconcepiti senza tuttavia perdere alcune delle peculiarità originarie. Dagli infissi, sia porte che finestre, non sono infatti state rimosse le sbarre. L’arredo, invece, nasce dall’inventiva di un gruppo di artisti sloveni. Ad essere rinchiusi qui, talvolta in maniera anche piuttosto cruenta, erano coloro i quali si opponevano alla dittatura di Tito. Lo Youth Hostel Celica è parte integrante di un centro culturale autonomo, Metelkova, nel quale ad abbondare non sono soltanto gallerie artistiche, ma anche locali dove sia i visitatori che i residenti giornalmente si incontrano per sorseggiare, tra una chiacchiera e l’altra, un buon caffè. Lo stabile, per via delle sue singolari caratteristiche, ha negli anni ottenuto diversi riconoscimenti.



Australia

Proseguendo con la nostra lista, sarà bene dirigerci verso un Paese la cui bellezza selvaggia lascia cadere ai suoi piedi anche chi fatica a liberarsi dello scetticismo: l’Australia. L’Old Mount Gamber Gaol, un ostello nel quale avreste modo di riposare sborsando cifre accessibili, è stato una prigione fino alla prima metà degli anni Novanta. Le fattezze con le quali nasce, però, permangono quasi tutte. L’esempio, approdando qui, lo avreste visionando sia delle piccole torri sia delle opere murarie realizzate da chi tra le sue celle dovette espiare le proprie colpe. La zona, turisticamente parlando, è senz’altro meritevole di interesse. Non troppo lontano da qui, infatti, vi è il Lago Blu, un corso d’acqua adagiatosi su un cratere vulcanico. Ogni cubicolo, provvisto di tutto quel che è necessario per un soggiorno confortevole, è di recente stato restaurato. Nessuno stravolgimento, però.  Alle porte di ingresso è stata soltanto applicata una nuova mano di vernice. Le serrature originarie, al contrario, sono state sostituite da modelli certamente più adatti al nuovo utilizzo. L’Old Mount Gamber Gaol è stato immesso nel South Australian Heritage Register, un registro comprendente i luoghi storici situati nell’Australia meridionale.


Lettonia

Europa, ancora. La città, volendo esser precisi, è quella di Liepaja, centro lettone racchiudente non più di 78.000 anime. Nella schiera che per voi stiamo per redigere, il Kartosta Prisoon Hotel è l’albergo-prigione che probabilmente primeggia per verosimiglianza. Questo perché, rispetto al penitenziario che era prima, è cambiato poco o nulla. I letti, tutt’altro che comodi, sono in ferro. Il mobilio, ad ulteriore conferma di un’impronta davvero spartana, è minimalista e privo di fronzoli. L’esperienza, se volete trascorrere una vacanza diversa, corrisponde perfettamente all’unicità che cercate. Le attività qui selezionabili, infatti, sono le stesse che svolgereste nelle vesti di carcerati. In una delle prove, entrereste in competizione con gli altri ospiti. L’obiettivo, per niente facile da raggiungere, sarà quello di evadere da qui. Pacchetti ulteriori sono stati poi messi a punto per accontentare chi nella struttura ha voglia, ad esempio, di celebrare un addio al celibato. Una grossa fetta degli accorrenti proviene perlopiù da Paesi come la Lituania, la Germania e la Russia. I dipendenti dell’albergo, come se quel che abbiamo appena detto non fosse sufficiente, hanno indosso gli indumenti tipici d’un secondino. Il prezzo da corrispondere per una notte, a dire il vero, è anche piuttosto accessibile, pari a 15 euro.



Canada

Canada, in ultimo. Atterrando ad Ottawa, gli alberghi nei quali rifocillarsi tra una fatica e l’altra sono ovviamente tanti. In una gara ipotetica di bizzarria, però, ad uscire incontrastato vincitore sarebbe l’Ottawa Jail Hostel. Il carcere attivo in principio chiuse definitivamente i propri battenti nel 1972. La società privata che ne acquisì la titolarità, nell’allestire l’attuale struttura ricettiva, variò soltanto qualche particolare marginale. Salendo ed approdando all’ultimo piano, quello nel quale per intenderci venivano giustiziati tutti i condannati a morte, vedreste l’attrezzatura allora utilizzata. Appositi tour vengono a tal proposito periodicamente organizzati. Negli anni, l’Ottawa Jail Hostel si è comunque arricchito di nuovi servizi. Nel 2009 è stato infatti inaugurato un bar. Due anni più tardi, invece, negli spazi facenti parte del cortile interno vennero posizionati tavoli e sedie dove nei caldi mesi estivi poter consumare una bevanda fresca. Il successo di cui l’ex carcere attualmente beneficia è attribuibile anche ad una comparsa televisiva. L’Ottawa Jail Hostel, nel 2005, è infatti apparso in uno degli episodi della serie televisiva canadese intitolata “The Girly Ghosthunters”.


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