Passare la notte in un trullo? Molto più d’un sogno

I suggerimenti

Mesi nei quali l’incertezza regna siamo ad oggi costretti a trascorrere, per via anche e soprattutto di un virus il quale, nostro malgrado, futuro a tratti illeggibile è capace di prospettarci. Se nell’avvenimento qualcosa di buono volessimo provare a leggere, stanabile è l’enorme opportunità di soffiare da una superficie che ormai ne è pregna tutta quella polvere con la quale abbiam scelto di ricoprire mete italiche le quali, per via delle limitazioni inerenti gli spostamenti, possiamo e dobbiamo riscoprire. Destinazione che in tal sede scegliamo è, in base a quel che è stato accennato nel paragrafo appena terminato, la Puglia ed i suoi trulli. Spiagge dove sognare non è atto colmo d’infantilismo, cucina i cui piatti risultato di lente lavorazioni rappresentano, ospitalità che altrove difficilmente troveremmo ed una ricchezza culturale che a qualunque altro luogo del mondo provocherebbe grattacapo d’invidia è tutto quello per il quale qui dovreste giungere, per una vacanza che siamo certi vorrete ripetere. Nonostante tante siano le strutture ricettive facenti parte di un’offerta che definire sconfinata sarebbe forse riduttivo, trascorrere le calde e silenziose notti all’interno di un trullo costituisce esperienza che almeno una volta nella vita dovreste assolutamente provare. Soprattutto di recente, a tanti di essi sono stati destinati numerosi interventi ristrutturativi volti ad un adeguamento che, senza minimamente intaccarne animo originario, li hanno tramutati in edifici dove poter dormire senza rinunciare a quel poco di comodità che mai guasta. Ognuno di quelli che andremo ad elencare dagli altri si differenzia per singolarità che, con amorevolezza, andranno a rispondere a quel che da una vacanza degna di questo nome domandate:



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  • Il Palmento. Tra quelli che brevemente riassumeremo, questo è colui al quale palma di chi per lusso concorre guardando gli altri dall’alto al basso va data. Distante una decina di minuti da Alberobello e sito in territorio rurale di Locorotondo, Il Palmento è struttura che immergendosi anima e corpo nella bellissima Valle d’Itria verrà globalmente attorniata da ulivi la cui nascita indietro nel tempo andrebbe ricercata e da roseti che con mille colori dissetano vista che del bello mai si sazia. I trulli che partizionamento ne formano risalgono al XVI secolo e vicendevolmente sono distanziati, al fine di favorire quella riservatezza che in occasione di lieto soggiorno mai deve latitare. Sia internamente che esternamente, degustazione di prelibatezze appartenenti alla locale tradizione culinarie sarà ciliegina sulla torta. Due sono le piscine, una per gli adulti ed una per i più piccoli. Nel giugno scorso, aperta alla pubblica fruizione è stata una spa nella quale prendersi cura sia del corpo che dello spirito. Costo medio per notte: 245 euro;

 

  • B&B Trullo Sant’Angelo. Ubicata in territorio posto sotto diretta giurisdizione del comune di Ceglie Messapica (provincia di Brindisi), questa struttura viene splendidamente gestita da famiglia che in cinque generazioni mai ne ha negativamente mitigato l’ancestrale attrattiva. Agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, i Biondi hanno provveduto a mettere in atto opera ristrutturante la quale, grazie anche all’ausilio della famiglia Elia, del B&B fa fatto punto d’approdo per migliaia di turisti da ogni angolo del globo giungenti. Il paesaggio che dinanzi si delinea è quello tipico di questo spicchio di Italia meridionale, essendo essenzialmente fatto sia da ulivi sia da muretti che malgrado siano stati costruiti senza cemento alle ingiurie del tempo hanno saputo prodigiosamente resistere. Nel giardino che al cospetto dei trulli umilmente s’inchina, una piscina vi darà modo di dimenticare seppur momentaneamente tutto lo stress della vita quotidiana. Le materie prime a colazione servite sono quelle in loco preparate, dalla marmellata fino ad arrivare ai formaggi. Costo medio per notte: 114 euro;



 

  • Masseria Cervarolo. Lontana soli 6 chilometri dal centro abitato di Ostuni (che tra pausa e l’altra visitare senza pentimento potrete), Masseria Cervarolo è un complesso di trulli i quali, similmente a quelli appena menzionati, elevati sono stati in prossimità del Settecento. Nomea con la quale la struttura chiamare si fa è eloquente derivazione riconducibile alla presenza di cervi che, quando la zona era affagottata da boschi, ivi giacevano indisturbati. Al secolo che immediatamente seguì è invece databile una deliziosa chiesetta costruita a suffragio della Vergine Addolorata. Palese dimostrazione di quanto tal luogo di culto sia stato importante per la comunità intera è il grosso quantitativo di doni riportati negli anni alla viva luce. Stando a quel che una leggenda sostiene, sembra che nella Masseria Cervarolo la stagione primaverile riesca a far scalo con qualche settimana di anticipo. Durata quinquennale hanno avuto interventi di ristrutturazione che la beltà originaria le hanno finalmente restituito. In aggiunta alle Junior Suite, ampie e dotate di tutti i comfort che immaginare potrete, ci sono le camere soprannominate Superior, tra l’altro dotate di giardino con terrazzetta annessa. Localizzabili nella stabile principe sono infine le stanze Classic, caratterizzate da superficie pari a circa 20 metri quadrati. Se alla lettura non intendete proprio rinunciare, fornita biblioteca è stata allestita in un locale prima adibito all’affumicatura degli alimenti. Costo medio per notte: 150 euro;

 

  • Trulli Fenice. Disponete di budget se non altro risicato? Temere non dovrete, dato che qui i prezzi risulteranno certamente più accessibili. Fattosi contornare da scenario il cui nome Alberobello è biglietto da visita che il proprio compito magnificamente svolgerà, questo complesso è alternativa da vagliare attentamente se discostarvi vorrete dalla tradizionale concezione di vacanza. Da qui, tutte le principali attrazioni circostanti sono distanti un tiro di schioppo. Nel voler citare qualche esempio, per Ostuni e Polignano saranno sufficienti una quarantina di minuti in automobile. Viaggiare con animali domestici al seguito non sarà un problema, visto che anche loro potranno entrare corrispondendo soltanto piccolo supplemento pari a 10 euro. Optando per il Trullo Iris, tra le tante soluzioni che attenzionare potrete, avrete possibilità di preparare i vostri piatti autonomamente fruendo d’un angolo cottura dotato di tutto quel che serve. Nella fattispecie in cui ad una base solida aggiungere vorrete spolverata di lusso, un trullo con piscina ad uso esclusivo farà al caso vostro. La struttura, quando avrete voglia di prender parte a visite guidate, metterà a disposizione un proprio autista che vi aiuterà anche negli spostamenti verso lo scalo aeroportuale più vicino. Costo medio per notte: 135 euro;

 

  • Trulli Holiday Resort. In Piazza XXVII maggio, ad Alberobello, sorge luogo in cui moderno ed antico si fondono ibridandosi ma senza vicendevolmente snaturarsi. Il personale, giunti dinanzi alla reception, vi fornirà tutte le informazioni di cui necessitate. Ogni alloggio è rispetto all’altro completamente indipendente. I pasti, dalla colazione alla cena, potrete consumarli anche all’interno del trullo, facendone semplicemente richiesta all’arrivo. Quando la notte sarà trascorsa e dalle fatiche avrete recuperato, l’ubicazione centralissima vi darà modo di percorrere a piedi uno dei centri più belli della Puglia. Costo medio per notte: 90 euro;

 

  • Tipico Resort. Rimanendo in quel di Alberobello, Tipico Resort si suddivide in una decina di stanze da letto, ognuna delle quali dalle altre differente. Se qualche dubbio nutrite a riguardo, elemento che ogni nube dissiperà sarà la serie sempre più estesa di recensioni che sul web visionerete, quasi tutte più che positive. Le esigenze, di qualsiasi tipo esse possano essere, verranno prontamente assecondate. Se ad Alberobello arriverete da soli, trulli minuti saranno giaciglio intimo e raccolto. Se sbarcherete in compagnia della vostra dolce consorte, il problema affatto non si porrà. Alcuni trulli, infine, constano di ben tre camere da letto. Le spiagge più vicine, quelle di Monopoli e di Polignano a Mare, distano 30 minuti al massimo. Costo medio per notte: 73 euro;

 

  • Trulli Il Castagno. Fermata penultima è ambientata a Martina Franca, dove i trulli Il Castagno sono stati fino agli anni Settanta luogo di residenza dei nonni di uno dei fondatori. Il posto offre panorama che altrove trovare potrete con grande difficoltà. Da un’altura, infatti, sarete visori d’una valle sottostante che ai vostri piedi sembra prostrarsi senza perder tuttavia dignità. Quattro sono i trulli, tutti rimessi a lucido poco più di un decennio fa. Trulli Il Castagno è scorcio dove, tra l’altro, diverrete degustatori delle specialità in loco preparate, tutte ricavate da sapiente lavorazione di materie prime dall’eccelsa qualità. Da diverse generazioni, la famiglia Spalluto custodisce con amore viti il cui vino riflette sapori e sentori che autentica atmosfera vi faranno respirare. Compresi nell’offerta ci sono, tra l’altro, un parcheggio ed un barbecue dove arrostire potrete carni tenere e succulente. Giardino ed orto sono lembi dove la vegetazione cresce rigogliosa. Erbe, piante e fiori sono sfumature di un pennarello che viene passato con perizia e cura nel particolare. Peri, ciliegi e fichi d’india saranno ulteriore gioia per le vostre papille gustative. Costo medio per notte: 75 euro;

  • Trulli Le Icone. Ad Ostuni, alloggi che l’occhio strizzano alla rusticità sono perimetro che a vostro agio fin da subito vi metterà. Il mare è lontano quel che basta per breve percorrenza, mentre le fragranze circostanti inebrieranno il contesto con essenze che nulla hanno di artificiale. Prerogativa della struttura è particolare caratterizzante è data dalla presenza di un negozietto biologico dove ingredienti sani potrete acquistare. Una vasca idromassaggio posizionata esternamente è chicca ulteriore che signori benestanti d’altri tempi vi farà apparire. Costo medio per notte: 75 euro.

 

Le origini e la conformazione

Da terra originariamente eretti per assicurar confortevole giaciglio a chi di agricoltura viveva, i trulli sono odiernamente divenuti simbolo di una terra, la Puglia, verso la quale mancata visita rappresenterebbe omissione assai difficile da perdonare. Rintracciabili sia nell’incantevole cittadina al Alberobello (comune che al proprio interno conta poco più di 10.000 anime) sia in prossimità dell’area metropolitana del capoluogo pugliese Bari, i trulli sono stati giustamente inseriti nella lista che tanto onore dà a tutti quei siti nel corso dei decenni dichiarati Patrimonio UNESCO. Se è vero che coloro i quali per antichità sugli altri primeggiano sono temporalmente collocabili intorno ai Seicento, è altrettanto vero che proemio d’un romanzo che tuttora è in corso di raffinata redazione è destinatario di serie più o meno articolata di studi in proposito.

A dispetto di una diffusa indifferenza che caratterizzati li ha fino alla seconda metà dell’Ottocento, ricerche volte a ribaltare tale andamento vennero poste in essere col fine nobile di dar loro sia origine che materiale derivazione. Stando a quelle che sono le teorie che se confrontate a tutte le altre godono di maggiore credibilità, pare che visibile somiglianza possa legare i trulli a tombe fatte erigere dal popolo miceneo oltre 1.000 anni prima della venuta al mondo di Cristo. Questi ultimi, fabbricati dai quali spunto si ritiene sia stato preso, sono tutt’oggi piuttosto facilmente ritracciabili in tutti quei Paesi europei che sul Mar Mediterraneo affacciano non senza un minimo d’amor proprio. Malgrado quasi sicuramente escludibile sia nascita che per il carattere dell’autonomia si distingue, la quasi unanimità di coloro che vita intera deducano ad approfondire la storia di queste meraviglie concorda nell’affermare che, con una quasi certezza che per sinonimia non si collega alla mera probabilità, dal Vicino Oriente sia giunto principio architettonico dal quale rispettosa ispirazione è stata tratta. A trulli originari, contraddistinti dalla giacenza d’un solo vano, seguì la posa in opera di strutture la cui capienza è certamente maggiore. La terra sulla quale tuttora poggiano forniva a chi dava loro sostanza con mano toccabile tutti quei materiali che per necessità fruiti venivano. Diverrebbe impresa ai limiti del possibile tentare di reperire un trullo lì dove il terreno calcareo non possiede stratificazione alcuna. Fenomeno che ad una loro massiccia edificazione condusse fu la lenta ripartizione dei fondi di matrice feudale. Lembi di terreno precedentemente inutilizzati venivano dapprima puntinati da trulli e successivamente lavorati con quella maestria che solo chi nella terra è nato sarebbe in grado di tramandare correttamente. La zona dove Alberobello s’erge in tutta la sua semplice sobrietà era in passato uniformemente colorata dal verde dei suoi boschi. Tra la fine del Quattrocento e gli inizi del secolo successivo, i conti Acquaviva di Conversano concedettero ai braccianti che in zona dimorarono varietà piuttosto nutrita di benefici. Uno di questi, appunto, scaturì dall’opportunità di poter congegnare ripari seppur privi di materiali a potere legante. Fu proprio così che presero vita le pareti esterne, fatte di pietre tra loro a secco assemblate, che della facciata esterna dei trulli sono peculiarità che confondere non è possibile. Con fine matita contornandolo, d’un trullo intravedibile è la forma circolare. Le mura perimetrali si contraddistinguono per uno spessore sicuramente accentuato. Simile elemento, da un lato di molto comprime gli spazi siti internamente ma dall’altro lato assicura geniale isolamento di tipo termico. Scendendo maggiormente nel particolare tecnico, infatti, cosa buona e giusta è perciò affermare che, soprattutto nei freddi mesi invernali, le mura svolgeranno compito isolante, impedendo al calore di propagarsi esteriormente. Effetto contrario viene in estate partorito. Il fresco dalle pareti accumulato, infatti, viene rilasciato in maniera graduale. Si tratta di autentico toccasana soprattutto nel mese d’agosto, quando le temperature toccano picchi davvero molto elevati.



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