Maldive: gli atolli principali e qualche soluzione low cost

Nell’immaginario collettivo, le Maldive personificano la vacanza esotica per eccellenza. Ubicato, rispetto all’infinitamente più grande India, in posizione sud-occidentale, questo piccolo stato insulare dipende sempre più da un turismo che influisce sul PIL nazionale per una percentuale del 20%. Gli atolli che politicamente appartengono alle Maldive sono 26. Elencandone inizialmente i più importanti, proseguiremo all’interno di questa guida fornendovi una serie consigli utili, se volete, a soggiornare qui senza svenarvi.



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Gli atolli principali

Alcuni degli atolli maldiviani principali possiamo ordinarli in questa maniera:



  • Atollo di Ari. La notorietà che lo riveste è pienamente giustificata sia dalla possibilità di praticarvi suggestive immersioni sottomarine sia da un litorale affacciante su una laguna la cui conformazione richiama quella caratteristica d’un uovo. La sua estensione, pari oltre 8 chilometri quadrati, è ulteriormente scomponibile in due frangenti tra loro distinti, North Ari e South Ari. Il mare, essendo pregno di sostanze nutritive, attira a sè una gran varietà di specie marine. Una di queste, quella che per dimensione (lunghezza mediamente ammontante a 12 metri) sovrasta tutte le altre, è rappresentata dallo squalo balena, avvistabile qui durante tutti e dodici i mesi annuali. Altro esemplare menzionabile, la cui visione riguarda tuttavia esclusivamente il quadrante settentrionale dell’atollo, è lo squalo martello. Se è vero che le terre emerse giacciono su una superficie che di poco varca gli 8.000 metri quadrati, è altrettanto vero che l’atollo, analizzato nella sua interezza e comprendendo quindi anche l’elemento acqua, s’estende su un lembo territoriale lungo una novantina di chilometri e largo poco meno di 30. Le isolette sono 82. Solo 18 di esse, tuttavia, sono odiernamente occupate da una popolazione quantificabile in oltre 14.000 unità. L’atollo è agevolmente raggiungibile grazie ad uno scalo aeroportuale, l’Aeroporto Internazionale Villa Maamigili, giornalmente operativo nel lasso temporale compreso tra la mezzanotte e le 20. Per densità abitativa, l’isoletta primeggiante è quella identificabile col nome di Mahibadhoo;



  • Atollo di Malè Sud.  Lungo 36 chilometri largo più o meno 16, l’atollo di Malè Sud sta soprattutto negli ultimi anni riscuotendo un successo mai decrescente. Gli isolotti che come un puzzle vicendevolmente s’incastrano sono una trentina. Approdando a Maafushi, uno fra i tre tuttora abitati, v’accorgerete che il comparto turistico ha qui attecchito più che altrove. La ragione d’una tale massiccia frequentazione va ricercata nella fortunata attività di diverse guest house, location ideali per chi sbarca alle Maldive senza tuttavia poter disporre di grosse cifre. Un’ulteriore prova d’una simile propensione è poi costituita dall’allestimento di una spiaggia per soli stranieri. Il culto musulmano proibisce il nudismo, ma fruendo di quest’ultima alle donne verrà dato modo di indossare normalmente il bikini. Guraidhoo, isola la cui ampiezza non è eguagliabile a quella fregiante la prima, appare ad oggi abitata da un numero più elevato di persone, circa 2.000. Analogamente alla stragrande maggioranza degli atolli battenti drappello maldiviano, anche qui le immersioni sono una piacevole costante. I siti nei quali cimentarsi in una simile specialità sono contabili sulle dita d’una mano, ma adatti sia ai più esperti sia ai neofiti. Le Velassaru Caves risponderebbero al desiderio di chi, spinto da una sana ed umana curiosità, vuole assistere al sinuoso volteggiare degli squali. I principianti, al contrario, troveranno pane per i propri denti a Kuda Giri, lembo sul cui fondale giacciono incastrati i resti di un’imbarcazione;







  • Atollo di Malè Nord. La parte guardante a Sud è per caratteristiche perfetta per tutti gli accorrenti che alle immersioni ed allo snorkeling non rinunciano. I coralli variopinti, uniformemente avvolti da un mare talmente trasparente da lasciar intravedere senza difficoltà il fondo, divengono talvolta il mimetizzante nascondiglio di pesci le cui colorazioni rallegrano. L’isola di Kuda Huraa s’adatta meglio ai viaggianti che ad una vacanza qui riservano un budget meno ristretto. Per tutti gli altri, invece, una valida alternativa è certamente rappresentata dall’isola di Asdu. Ad adagiarsi non senza invadenza sul territorio geograficamente appartenente all’atollo è la Capitale maldiviana, Malè. Della sua fondazione si resero responsabili gli invasori lusitani. Alcuni dei settori economici portanti sono sia quello legato alla lavorazione del pesce sia quello inerente la noce di cocco, prodotto che sa d’estate. La città beneficia dei servigi dell’Aeroporto Internazionale Velana, primo scalo maldiviano per traffico aereo annuale, inaugurato nella seconda metà degli anni Sessanta. Disponendo sia di tempo a sufficienza che di volontà, a Malè di cose da vedere ve ne sono parecchie. Una delle icone che la simboleggiano è la Moschea del Venerdì, eretta da terra nel Seicento. Il tappeto sul quale i fedeli pregano è stato volontariamente orientato in direzione ovest, puntante quindi verso La Mecca. Sono oltre 1.300 le persone che il manufatto adagiato a terra può contenere. La struttura, di contro, è in grado di conferire ospitalità ad un numero di accorrenti non superiore ai 10.000. Il minareto è cinto da una preziosa serie di lapidi in corallo. Quelle le cui punte sono state stondate suffragano personalità femminili. V’accorgerete che sotto alcune lapidi giacciono i corpi di altrettanti sultani quando, una volta giunti dinanzi ad esse, noterete la presenza di iscrizioni dorate. Lo stabile è internamente diviso in tre padiglioni. Il primo viene utilizzato dal solo imam. Il secondo ed il terzo, invece, coincidono rispettivamente con l’ala centrale e col retro;

  • Atollo di Baa. Per quel che lo riguarda, le isole ad esso riconducibili sono 75, di cui solo 13 appaiono popolate. Sommando gli abitanti, il totale che otterremmo ammonterebbe ad 11.000. Ognuna delle isole fa parte, a sua volta, di tre versanti. Maalhosmadulu volge a meridione, con Goifulhafehendhu e Fasduthere completano invece tale ristretta lista. Alcune peculiari condizioni ambientali sono nel tempo divenute terreno fertile per la proliferazione di alcune varietà, sia animali che vegetali, in ambito meramente maldiviano rinvenibili sono qui. Il mondo delle piante è infatti capitanato dalle mangrovie, con quello animale che è invece efficacemente rappresentato da specie come la tartaruga embricata, destinataria di alcune leggi giustamente volte a proteggerla. La barriera corallina, in loco, scorre circolarmente quasi a voler ricalcare la forma d’un anello. La spiaggia che per popolarità eccelle è incastonata nell’isola di Fonimagoodhoo. Lunga più o meno 600 metri, essa è nelle retrovie presidiata da alcune strutture, anche di matrice ricettiva. Una di queste è costituita da un accoglientissimo resort eco solidale. La sabbia è bianca come la neve, il mare celeste come il cielo estivo. Lo snorkeling è in loco la specialità più praticata.

Dove (e come) spendere un po’ meno



Tenendo fede alla natura della nostra pagina, da sempre desiderosa di dar consigli anche a chi, pur non potendo contare su somme di denaro esagerate, vuol comunque trascorrere una vacanza non priva di agi, il momento è quindi propizio per enumerare alcune dritte da osservare in proposito, concernenti sia il soggiorno che gli spostamenti:




  • Villeggiando nell’atollo di Vaavu, potreste alloggiare in una guest house i cui proprietari sono italiani. Maldives Sunset è uno stabile ricoperto quasi interamente da rigogliosa vegetazione. Palme di cocco e banani, ergendosi verso l’alto, filtrano raggi del sole che qui illuminano un mare bello come pochi altri. Separata dal mare da una striscia di sabbia di 20 metri, la struttura consta di 4 stanze il cui arredo fonde eleganza e sobrietà. Ciascuna di queste gode d’un ingresso indipendente, di un bagno con acqua calda ed in generale di tutto quel che serve a garantire una permanenza degna;

    • Optando per l’atollo di Laamu, c’è una guest house che negli ultimi è stata insignita di importanti riconoscimenti. Il Revieres Diving Village (85/95 euro a notte), forte di un’offerta davvero variegata, comprende prima di tutto tre ristoranti. Il primo è quello internazionale, aperto tutto il giorno. Il secondo, quello principale, garantisce giornalmente una colazione buffet ed una cucina a vista. Il terzo ed ultimo, ubicato su un’incantevole terrazza panoramica, affaccia direttamente sull’oceano. Le stanze sono sia doppie che singole. Tra i servizi fruibili, comuni ad entrambe, vi sono il bagno autonomo, l’aria condizionata e la TV satellitare;



  • Per il terzo ed ultimo suggerimento relativo alle guest house, ci dirigeremo verso l’atollo di Kaafu. Il mare, anche qui, è consistentemente affollato da specie marine davvero affascinanti. Tra queste, spiccano la manta e lo squalo balena. Gli alloggi del Liyela Retreat (80/90 euro a notte) sono in tutto 14, tutti caratterizzati da un’impronta stilistica strizzante l’occhio al contemporaneo. Il design è minimalista ma non per questo meno ricercato. Mobili in mogano, balcone privato, Wi-Fi gratuito e biancheria sono solo alcuni dei servizi disponibili. In occasione dei pasti, l’opportunità sarà quella di scegliere sia tra pietanze esotiche sia tra manicaretti frutto della più verace tradizione mediterranea;



  • Per spostarvi eventualmente da un atollo all’altro, le soluzioni solo molteplici ed anch’esse dipendenti dall’esborso che volete sostenere. Vi consigliamo caldamente di non alloggiare a Malè. Battello ed aeroplano differiscono per prezzi e tempistiche. Col primo, raggiungere ad esempio l’atollo di Ari richiederà un lasso di tempo non inferiore ai 180 minuti. La somma da corrispondere ammonta, nel periodo in cui gli afflussi turistici sono maggiori, a circa 100 dollari. Le tratte aeree sono gestite dalla compagnia maldiviana Flyme. Lo stesso tragitto, scegliendo un velivolo, vi costerebbe 190 dollari. Un risparmio ulteriore lo otterreste selezionando il local ferry, col quale potreste raggiungere tutte le isole, tranne quelle poste più a meridione. Il servizio, in questo caso, non è attivo nella giornata del venerdì;

  • In gran parte delle isolette sono presenti dei deliziosi ristorantini nei quali mangiare un piatto di riso condito da pesce freschissimo vi costerebbe non più di 5 dollari. Tante delle guest house, come detto prima, prevedono la presenza in carta di piatti europei;
  • Immersione o snorkeling? Propendendo per la seconda specialità, con indosso maschera e boccaglio scruterete quel che il fondale locale con incrollabile magnanimità sceglie di risaltare. Non serve essere esperti. Tanti sono sia i resort sia le guest house che, nel mettere a punto specifici tour in barca, vi daranno modo di prender parte (50 dollari saranno sufficienti) ad una sessione di un’ora. Non sapendo nuotare o avendo semplicemente timore d’un contatto faccia a faccia con delfini e squali, un’escursione in barca (tariffa mediamente compresa fra i 50 ed i 60 dollari) è quel che forse fa al caso vostro.

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