Los Roques, tra natura e relax

Los Roques, tra natura e relax

Percorrendo tratto che, dalla capitale venezuelana Caracas, risulta essere ammontante a poco più di 150 chilometri, possibilità che all’ipotetico lascia davvero poco margine è quella di arrivare a Los Roques, agglomerato insulare la cui composizione si arricchisce di una cinquantina di unità. La superficie che l’arcipelago in questione occupa è pari, nella sua globale totalità, a 40 chilometri quadrati. Chi per dimensioni gode di voto profittevole è colei il cui nome suggerisce primato inarrivabile: Gran Roque. Aspetto che caratterizza quest’ultima isola va rintracciato nel fatto che essa, se rapportata alle sorelle che da lei distano soltanto la portata di un neanche troppo energico sospiro, rappresenta l’unico luogo nel quale è presente qualcosa che potrebbe essere definito un insediamento umano. A dispetto di una densità abitativa che nei periodi contraddistinti da afflusso turistico minore raggiunge la miseria di 1.500 anime, Gran Roque è di contro potenzialmente in grado di vantare, a cadenza annuale, un numero di presenze che si attesta su quota 70.000. Nella tanto meticolosa quanto tuttavia inducente volontà di provvedere ad un partizionamento della sua estensione, appaiono essenzialmente tre le sezioni che per caratteristiche a vicenda si differenziano. Quella a settentrione ubicata riesce ad attirare flusso captante per via di un numero tutt’altro che esiguo di isolotti la cui scorza è quella coriacea della roccia. Il segmento centrale, al contrario, nutre predilezione particolare sia nei confronti di lingue sabbiose sottili quanto la pelle di una donna ben curata sia per palafitte che, nel testimoniare la laboriosità dei pescatori, comprovano altresì la mano riguardosa dell’uomo, essere capace di indicibili profanazioni ma anche di atti profondamente rispettosi. A meridione, infine, la barriera corallina sfoggia all’avventore tutto l’estro e l’artisticità di una maestria, quella scaturente dalla matita impugnata da Madre Natura, che non ammette degni rivali. A partire dalla prima metà degli anni Settanta, l’arcipelago di Los Roques venne fatto ricadere sotto la diretta giurisdizione del Parco Nazionale Arcipelago de Los Roques, zona tutelata da carezzevole protezione dove tante sono le specie, sia vegetali che animali, lasciate libere di prosperare senza irriguardosa seccatura. Tra le varietà ittiche che meritano cenno vi è indubbiamente il barracuda, esemplare i cui attacchi sono, oppostamente alle diverse leggende a riguardo, raramente stati in concreto documentati. A Dos Mosquices, in aggiunta ad un raccolto scalo aeroportuale, sussiste ancora oggi un luogo nel quale le tartarughe marine hanno facoltà di riprodursi. Dopo aver corrisposto una tariffa numericamente risibile, il visitatore che qui si imbatte potrà farsi visore di uno spettacolo il quale, oltre a dar beneficio al senso della vista, regalerà floridezza anche a coloro che alla protezione dell’ecosistema dedicano anima e corpo.

 

 

Itinerario, alloggio e cibo

 


Se è dal rumore del traffico e dagli schiamazzi cittadini che volete anche solo per qualche giorno evadere, Los Roques è alternativa da vagliare con interesse, attenzione ed una curiosità che, come il nero, sta bene davvero con tutto. Giunti qui, unica melodia di sottofondo orecchiabile è quella di una rilassatezza che rallegrerà le membra e rifocillerà l’animo. Se è vero che sia la barriera corallina sia le specie animali qui dimoranti sono ottimo pretesto per far di necessità raffinata virtù, è vero anche che le particolari condizioni atmosferiche in loco operanti sono vera e propria grazia per chi dalle immersioni subacquee e dal windsurf non ha nessuna intenzione di prescindere. A remare in posizione profittevole sono sia i fondali relativamente bassi sia venti che lambiranno la sagoma di ciascuno. A far prevalere un tono di voce acuto ma per niente stridulo non saranno né strutture museali pressochè inesistenti nè tanto meno grosse arterie nelle quali completare acquisti che nel rispondere al vostro desiderio richiederanno esborsi spesso e volentieri scongiurabili. Periodo narrante verrà infatti proferito da un ambiente estraneo ad ogni parvenza di confronto ed esclusivamente volenteroso della protezione tipica di tutto quel che è bello. Contrariamente alla quasi totalità delle mete sparse in giro per il mondo, a Los Roques sarebbe impresa ai limiti del surreale imbattersi alla ricerca di un albergo tradizionale. Le uniche strutture deputate al ricevimento dei turisti qui giunti assumono la denominazione di posadas. Si tratta, nulla di più e nulla di meno, di abitazioni in precedenza abitate dalle famiglie di quei pescatori che nel mare circostante vedevano indispensabile fonte sostentatrice. Nel lembo terrestre sul quale Gran Roque si posa ce ne sono tante, più o meno equamente distribuite in base alle loro dimensioni. Se quel che attendete è uno stabile nel quale giovare di comfort associabili ad un hotel a cinque stelle, la delusione giungerà inevitabile. Gli alloggi sono minimalisti, ma si potrà tuttavia contare su tutto quel che è necessario ad un soggiorno che possa realmente reputarsi inobliabile. Il calore della gente del luogo, in sinergica cooperazione con un senso dell’ospitalità encomiabile, avrà come effetto preponderante lo scioglimento istantaneo di ogni potenziale perplessità. Per ciò che attiene i pasti, portate che non mancheranno per nessuna ragione al mondo saranno quelle a base di pesce. Prelibatezza ulteriore saranno le arepas, piccole frittelle fatte di farina di mais e farcibili a scelta sia con carne che con formaggio. Qualora avventurosa escursione non fosse compresa nel prezzo, avrete l’opportunità di prenotarne una semplicemente recandovi in un chiosco situato non molto lontano dal molo principe di Gran Roque. Se sceglierne una soltanto potrebbe costituire azione non baciata dal crisma della completezza, quella che segue è una lista delle isole nelle quali far scalo che non pretende di incanalare la vostra soggettiva inerzia, ma che d’altro canto vuol fornire solo e soltanto una serie riassuntiva di suggerimenti:







  • Capofila di tal serrato schieramento è l’isola riconoscibile con il nome di Cayo Fracisquì. Agente decretante le sue fortunate sorti va scovato nella ravvicinata distanza chilometrica che la scorpora da Gran Roque. La spiaggia, fine come farina pronta ad una sapiente lavorazione, contrasta col suo candore il blu di mare che su misura la ammatassa. Su uno dei suoi lati, potrete trascorrere il vostro tempo in non annoiante compagnia dello snorkeling, pratica che prepotentemente prende al giorno d’oggi piede. Per qualsivoglia necessità, sia di tipo mangereccio che d’ordine differente, un bar ha le giuste competenze per controbattere a siffatti legittimi interrogativi;

 

  • Comodo giaciglio deve essere riservato a Cayo de Agua, la cui spiaggia viene da diverse guide turistiche inserita nell’esclusivo gruppetto delle più belle al mondo. Una banda sabbiosa decora d’un bianco lindo un’acqua che rifletterà aspetto e pensieri retrostanti. Alzando lo sguardo al cielo, il cui azzurro è naturale prolungamento di quello marittimo, spettacolo pregno di concitato movimento è quello offerto dalle oltre 90 varietà di uccelli, tra le quali spiccano i gabbiani ed i pellicani;

 

  • Partecipante ad un evento il cui inizio non si rimembra e la cui fine non è neanche lontanamente intravedibile è Cayo Crasqui. Affittare attrezzi irrinunciabili per ogni disciplina acquatica praticata in sicurezza è solo fase preliminare di una giornata che, senza possibilità di aggiramento, culminerà con una luculliana degustazione di pesce freschissimo. Le prospettive, rese infinitamente divisibili da un orizzonte senza epilogo, sono omaggio ad un’umile vanità;

 

  • Durata di tre quarti d’ora richiede la traversata da Gran Roque a Cayo Carenero, sito dove i pensieri si sbricioleranno al pari di un muro ormai troppo vecchio e logoro. Abbandonarsi ad una posata passeggiata darà modo di far penetrare i piedi sul piano di un litorale che tocca senza profanare;

 

  • Villana mancanza sarebbe trasandare Cayo Madrisquì. Nelle sue spiagge, farsi baciare dal sole è orgasmatico amplesso. Sporadiche macchioline sono poi tracciate da locande nelle quali la fame allenterà la stringente morsa. Anteponendo un piede all’altro, si può raggiungere Cayo Pirata, dove la pesca dell’aragosta è sport gratificante ;




  • L’andatura aggraziata dei fenicotteri rosa, movenza mirabile solo nei documentari televisivi, a Los Canquises è puntata di una serie da seguire tutta d’un fiato;

 

Cartolina che non ha sostanza cartacea ma che vien fabbricata con la stessa materia con la quale sono fatti i sogni andrebbe stampata nell’isola chiamata Sarqui, dove la barriera corallina elargirà passata d’acquerello ad un’opera rasentante la perfezione.

 

Consigli finali

 

In conclusione di questo viaggio ambientato a Los Roques, cosa buona e giusta è fornire una serie di consigli che è appropriato tenere a mente :

  • Non essendoci tratte che dal nostro Paese conducono direttamente a Gran Roque, unica soluzione vagliabile è quella di prendere dapprima un aereo per Caracas. Da quest’ultima, voli a cadenza giornaliera consentiranno di far ingresso a Gran Roque nel giro di non più di 45 minuti;
  • Dalla lista delle cose da fare dovrete obbligatoriamente depennare l’allestimento di un bagaglio troppo voluminoso. Nel volo che collega Caracas e Gran Roque, il peso massimo consentito è pari a 10 chili. Portate con voi lo stretto indispensabile e godetevi la permanenza;
  • Moneta corrente è il Bolivar. Mossa intelligente sarebbe non cambiare il denaro contante in aeroporto, dove le condizioni sono svantaggiose, rivolgetevi alle strutture che vi ospiteranno, sapranno consigliarvi la soluzione migliore; (esclusivamente contanti)
  • Le temperature sono di solito comprese tra i 28 ed i 33 gradi centigradi. Un periodo ideale per fare una capatina qui semplicemente non esiste, dato che le piogge sono davvero molto scarse:
  • Per quel che concerne l’abbigliamento, è bene munirsi di indumenti possibilmente non sintetici. Sandali e calzature comode non possono mancare;
  • Lo spagnolo è ovviamente l’idioma ufficiale. Lenta diffusione stanno tuttavia vivendo sia l’italiano che l’inglese;
  • Per serate all’insegna della spensieratezza, a Gran Roque vi sono locali dove bagnare le inquietudini con ottimi cocktail. Ricordo materiale potrà essere acquistato in uno dei tanti bazar, aperti mediamente fino alle 22;
  • Gran Roque viene servita da un ufficio bancario. Il consiglio rimane tuttavia quello di portar con sé sufficiente denaro contante;
  • Alcune delle posadas hanno la rete Wi-Fi. In mancanza, nella piazza principale, di Los Roques vi ci potrete agganciare senza patemi;
  • Pernottare in uno degli alloggi tipici richiede un esborso compreso tra i 100 ed 120 euro;
  • Unica alternativa alle posadas sono le barche a vela, che oltre ad un letto per la notte garantiranno soggiorno itinerante in gran parte degli isolotti;
  • Per una cena a base di pesce, i prezzi sono davvero ridicoli (10 euro a testa circa);

Appropriato è domandare nella posada dove dormire le tariffe applicate per i barche che vi permetteranno di andare da un’isola all’altra. Se siete fortunati, potrete ottenere prezzi più bassi rispetto a quelli applicati dalle compagnie che operano nel molo antistante l’aeroporto di Gran Roque.

 

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