La natura rigogliosa di Kenting e del suo Parco Nazionale

Spulciando numeri che pronunciano sempre e comunque incontrovertibili novità, sono mediamente 5 milioni i turisti che, da ogni angolo della nostra bella e fragile Terra, annualmente giungono nel Parco Nazionale di Kenting, l’area naturalistica protetta più antica di tutta Taiwan, nazione insulare colma di beltà. In tutto, sono più di 180 i chilometri quadrati sui quali esso di stiracchia. Notevole anche la varietà sia vegetali che faunistiche. Nel dar elenco riassuntivo, 310 sono le specie di uccelli, 59 le specie di rettili ed oltre 200 le specie di insetti e di farfalle. Il clima tropicale assicura temperature miti lungo tutto l’arco dell’anno.



 

Le tappe

Nel comporre puzzle che metterà da parte ogni minimo sentore di noia, pezzo intorno al quale delineare la creazione tanto colorata quanto caratterizzata da crescente interesse è dato dalla Kenting Forest Recreation Area. Inseribile senza esitazione alcuna nella schiera dei luoghi più ammirati dell’intera area naturalistica, la sua altitudine sfiora picchi a 1 300 metri ammontanti mentre la sua estensione si attesta su quota che verso il basso non sconfina i 150 ettari. In ere che nemmeno la più acuta memoria riesce nell’intento di scrutare, l’intero lembo di terra era occupato da uniforme e senz’altro suggestiva barriera corallina. La conformazione che attualmente ricopre le venne attribuita solo in seguito, per via di un sollevamento tettonico che ha contribuito alla dolce sintesi di uno strato non troppo spesso di terreno. L’azione erosiva, strettamente legata allo scorrimento del tempo, è stata inoltre causa principale della venuta alla luce di grotte ad origine calcarea, scogliere, canyon ed anfratti di genere varabile. Tra le specie vegetali verso le quali sarebbe se non altro giusto rivolgere maggiore attenzione vi sono i baniani, alberi che si contraddistinguono per una peculiarità che meglio di qualsiasi altra cosa ne testimonia la grandezza. Le sue radici, vigorose come il braccio di un uomo forzuto, si aggrovigliano intorno a pareti rocciose anche di grosse dimensioni. Stando a quel che oggettivamente sostengono i documenti a noi rimasti, redatti dallo storico greco Nearco, pare che lo stesso Alessandro Magno, in occasione della sua spedizione militare nell’odierna India, riuscì ad intravederne esemplare maestoso, naturalmente posizionatosi in prossimità di una delle sponde del fiume Narmada. Visitina della quale non potrete fare assolutamente a meno sarà quella che vi condurrà dapprima alla “caverna del dragone argentato” e poi dinanzi alla “caverna delle fate”. L’orario d’apertura della Kenting Forest Recreation Area è compreso tra 8 del mattino e le 17. Per quel che riguarda il biglietto d’ingresso, quest’ultimo richiederà esborso economico pari a 100 dollari taiwanesi, 3 euro al cambio.



 

Sito aggiuntivo, egualmente meritevole di una sosta che da veduta ad occhi spalancati non può e non deve prescindere, è quello la cui identificazione richiede la pronuncia della dicitura ChuHuo. L’appellativo, acquisendo i basali rudimenti dell’idioma locale, scaturisce da un elemento, il fuoco, che nel fuoriuscire dona agli astanti qualcosa che altrove sarebbe assai complicato perfino immaginare. La terra sulla quale adagerete i piedi si caratterizza infatti per una concentrazione elevata di shale, una roccia sedimentaria la cui composizione prevede reciproca fusione di fango e minerali che vanno dal quarzo fino ad arrivare alla calcite. Le scissure che ne penetrano la compattezza del corpo divengono porta d’entrata per gas d’origine naturale i quali, fuoriuscendo, si infiammano bruciando senza sosta. Nella stagione estiva, spesso e volentieri codesti sottili anfratti vengono tappati con dell’argilla. Quando a far capolino è l’inverno, invece, lo spettacolo che col calar della notte si prospetta è qualcosa di realmente imperdibile.



Poco più di 5 chilometri separano la vicinissima cittadina di Hengchun con meta dove la negatività dei pensieri si disfa come gelato sotto i cocenti raggi del sole. Il lago Longluan, specchio riflettente saldamente incastonato su superficie pari a ben 175 ettari, si piazza in prima posizione tra i più grandi corsi d’acqua dolce taiwanesi. Al fine di porre risoluzione ad una problematica, quella inerente le periodiche inondazioni che mortificavano le zone circostanti, l’esecutivo decise di far costruire delle barriere sia sulla sponda orientale sia su quella ubicata a nord. I suoi fondali, a causa di una profondità che mediamente non supera i 3 metri e mezzo, non si si discostano poi di tanto dal pelo dell’acqua. Nelle sue immediate vicinanze, adiacente alla riva ad occidente posta, il Centro Naturale fornisce informazioni concernenti la vita delle tante specie di uccelli che nell’area indisturbate stazionano. In aggiunta a questo, potrete divenire spettatori di video che vi permetteranno di acquisire qualche nozione ulteriore.

 

Dopo tre fermate da vivere tutte d’un fiato, quella che segue è perimetro che il respiro lo toglie, nel senso buono del detto a livello ormai popolare pronunziato. Le colline sabbiose di Fengchuisha rappresenteranno per voi e per tutti simbolo di tutta la perfezione che Madre Natura infonde a quel che in maniera sapiente plasma. Se è vero che la stragrande maggioranza dei turisti sosta nell’esclusivo intento di fotografare panorami ai quali senz’altro razione di rispetto andrebbe elargita, è altrettanto vero che simile attività costituisce solo esempio riduttivo delle infinite possibilità ai conti fatti praticamente fruibili. Quando l’estate bacia chi ardentemente ne desidera in tanto agognato arrivo, i potenti moti ventosi son capaci di trasportare la sabbia, facendola di forza alzare dalle colline ed accompagnandola verso il litorale sottostante. D’inverno, invece, le dune seguono andamento eguale ma contrario, tornando verso sede di partenza. Un sentiero avrà il compito, se lo volete, di farvi giungere in spiaggia e, perché no, di avventurarvi in una nuotata in occasione della quale dovrete tuttavia prestare molta attenzione ai venti forti che qui costantemente imperversano. Malgrado campeggiare in loco è illegale, munirvi di tenda e di tutti i viveri di cui avete bisogno è accorgimento che precede esperienza che non riuscirete a dimenticare. La location è ospitale ma selvaggia, calma ma in continuo divenire, dolce ma al tempo stesso autoritaria. Socializzare con esseri umani è in tal luogo impresa più unica che rara, dato che le uniche persone sporadicamente presenti sono i pescatori e chi per hobby si imbatte alla ricerca di conchiglie.



 

Nel voler paragonare la roccia Chuanfan a qualcosa che nella nostra esperienza pregressa dimora ormai da tanto, termine opposto potrebbe essere una barca a vela, pronta a salpare scivolando spedita su mari trapuntati da insidie. Pittore di tela apparentemente così lineare ma nei fatti realmente pregevole è l’erosione frutto delle lancette che in senso orario corrono. La trama con la quale questa formazione rocciosa è stata tessuta è, se confrontata a quella che caratterizza la roccia circostante, meno friabile e più compatta. Data l’assenza quasi totale di edifici nei dintorni, altezza pari a 18 metri consente di vederne le fattezze anche da punto di vista non esattamente prossimo. Osservando con attenzione i suoi lineamenti superficiali, sono stati in tanti ad accostare scherzosamente la loro irregolarità al volto di Richard Nixon, ex controverso Presidente degli Stati Uniti. Quando il clima lo permette, tanti sono gli aspiranti tuffatori che dalla sua parte apicale si gettano in acqua, perfetta anche per i cultori dello snorkeling



 

Perla la cui lucentezza non urge di manipolatori interventi è la raccolta baia di Shadao. Tra le otto spiagge accomunate per appartenenza al Parco Nazionale di Kenting, questa si distingue per la percentuale più elevata di sabbia, sottile come farina raffinata e pronta alla lavorazione. L’aspetto che ai giorni nostri mostra è imputabile alla lenta ma non stoppabile azione di un’erosione che, a sua volta, ha avuto come destinatari sia le conchiglie che i coralli. Giacere per uno o più giorni, facendosi accarezzare delicatamente dal sole, non è al momento possibile. Si è fatto ricorso a simile misura, che ha inoltre portato all’istituzione di un’area tutelata, per arginare il furto della preziosa sabbia, esportata soprattutto nel vicino Giappone. A dispetto di siffatta legittima limitazione, dello scorcio si può beneficiare rimanendo dietro una barriera appositamente installata. L’acqua, neanche a dirlo, è d’un celeste trasparente che contrasta senza sovrastare invasivamente quello del cielo che dall’alto guarda soddisfatto. 

Travalicando la soglia della spiaggia Baisha, fragranza che istantaneamente annuserete sarà quella inconfondibile dello stupore, sentimento aggirabile molto raramente. Baisha, nella lingua autoctona, sta appunto a significare “sabbia bianca”. La strisciolina presenta lunghezza se non altro esigua, dati i soli 500 metri di residua estensione. Ad est, un altopiano protegge i bagnanti da raffiche che sulla serena balneazione porrebbero negativamente inficiare. Luogo perfetto per praticare discipline che vanno dal beach volley a quelle entranti a stretto contatto con l’acqua, la spiaggia di Baisha è inoltre servita da un bar dove potrete acquistare drink e stuzzichini aventi dovere di placare il vostro languore. Quando il sole cala, nascondendosi dietro la protettiva linea dell’orizzonte, la melodia che vien suonata ha ritornello del quale mai ci si stufa. E’ qui che infine sono state girate alcune scene del film “Vita da Pi”, pellicola diretta dal famoso regista Ang Lee.



In cinese, “Maobitou” è indice del corrispondente italico di “testa di gatto”. Una delle pareti rocciose dell’omonimo capo, localizzabile a meridione, somiglia effettivamente al simpatico muso del felino domestico. Essendo davvero molto taglienti, cosa buona e giusta sarà percorrerne a piedi il suo piano irregolare con cautela massima. Il gioco, se vorrete vedere le onde che contro la roccia si infrangono, vale senza ombra di dubbio alcuna la candela. Fotogramma addizionale sarà quello consegnato tra le vostre mani da quelle ancor più generose del cielo, con stelle che ne ornano a festa tutta la sua intravedibile larghezza. La vicinanza con il porto di Houbihou è lampante. Nello scalo portuale appena menzionato, comprare dell’ottimo pesce è preludio ad un pranzo o una cena all’insegna della libidine culinaria. 



In ultimo, non per importanza tuttavia, riferimento va doverosamente accordato al parco Longpan. Similmente agli sfondi finora descritti, scogliere statuarie e l’Oceano Pacifico che a largo si distende sono costanti di uno scenario nel suo genere davvero unico. L’altura è stata scolpita dalla saggia manualità di quelle barriere coralline che, nel passato scomparse, hanno qui lasciato reminiscenze di origine calcarea. Le piogge hanno poi fatto il resto, forgiando a colpi di scalpello alcuni anfratti sotterranei. Colori che fin dai primi attimi a sé attirano sono il rosso della terra, il verde dei vegetali ed il blu del mare.

 

Suggerimenti finali

Parte finale di tal guida va, come facile immaginare, alla serie di consigli finali, volti a darvi opportunità di intraprendere il viaggio pronti, preparati e del tutto liberi da seccature potenziali:

  • Dalla città incantata di Kaoshiung, raggiugere il Parco Nazionale di Kenting richiede l’utilizzo di un autobus (numero 855) da prendere nella stazione chiamata Zuoying. I tempi di percorrenza non superano le due ore. Optando invece per il bus numero 856, il lasso si allunga, seppur di poco (tre ore). Nove ore occorrono invece per chi parte da Hualien, con il tragitto che è costellano di ripetute soste. Soluzione da vagliare è anche il taxi, con costi che si aggirano intorno ai 3000 dollari taiwanesi, circa 90 euro (non economico);
  • L’omonimo villaggio, distante un centinaio di chilometri da Kaoshiung, è luogo nel quale si concentra la maggior parte delle strutture ricettive della zona. Da qui, fattibile è noleggiare un motorino, con esborso che al cambio ammonta a circa 10 euro. Essendo elettrici, non c’è bisogno di patente, oltre ad avere autonomia piacevolmente prolungata. In alternativa, si può virare anche su una tradizionale mountain bike;


  • Conformemente ad ogni città taiwanese degna di questo nome, anche nel villaggio di Kenting, quando scendono le tenebre, un mercato notturno sarà angolo dove potrete fare acquisti di ogni tipo. Specialità mangerecce risentono di diverse influenze, da quella coreana fino ad arrivare a quella nipponica. Tra cibi da strada verso i quali orientare la lente d’ingrandimento ci sono i gamberi grigliati e delle conchiglie, sempre alla griglia, dalla bisontiche dimensioni;
  • Lo scalo aeroportuale più vicino è quello di Kaoshiung;
  • I prezzi degli alberghi, se prenotazione avviene con giusto anticipo, sono davvero molto convenienti. Per una camera in hotel a tre stelle, la tariffa a notte è compresa tra i 45 ed i 60 euro. Per un quattro stelle, invece, si potrebbero toccare picchi di 150 euro;

Se in zona arrivate nel mese di aprile, rassegna alla quale partecipare è il “The Spring Scream”, festival musicale all’aperto dove a darsi il cambio sono generi musicali apparentemente antitetici. L’evento, in tutto, ha una durata di una decina di giorni ed è stata ideata, nel 1995, da una coppia di americani espatriati, Wade Davis e Jimi Moe.


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