Il mare limpido delle Seychelles

Centoquindici sono gli isolotti che, tra loro addizionati, danno vita ad un arcipelago dove il mare strega, la sabbia culla ed il verde è onnipresente. Nella sola Mahè, l’isola regina delle Seychelles, a cadenza annuale arrivano 350.000 turisti. L’indipendenza di questo piccolo stato è stata raggiunta nel 1976. Venticinque, infine, sono i distretti che politicamente suddividono un territorio la cui superficie è di 455 chilometri quadrati. Atterrati alle Seychelles, le cose da vedere sarebbero un’infinità. Per voi, abbiamo selezionato una manciata di siti i quali, per caratteristiche, perfettamente ne rispecchiano la tempra.

Mahè



La sua superficie, ammontante a circa 155 chilometri quadrati, vale a Mahè il titolo di prima isola seicellese per estensione. Il suo territorio ingloba a sé anche la città Capitale delle Seychelles, a sua volta comprendente la stragrande maggioranza di chi nell’arcipelago risiede stabilmente. Il monte che per altezza svetta su tutti gli altri è il Morne Seychellois, 905 metri. Coloro i quali prima degli altri ebbero modo nel corso della storia di giungere qui dal Vecchio Continente furono gli inglesi, nella prima metà del Seicento. Lunga poco meno d’una trentina di chilometri e larga 7, Mahè è agevolmente raggiungibile per via della presenza d’uno scalo aeroportuale, l’Aeroporto Internazionale delle Seychelles, servito da compagnie sia europee che operanti in Medio Oriente. Approdando in questo colorato angolo di Paradiso, la volontà immediatamente affiorante sarà quella di fare un bel bagno, rinfrancando in questo modo sia un corpo provato dal viaggio sia una mente stressata dalle quotidiane problematiche. Alcune delle spiagge più belle possiamo in questo modo elencarle:



  • Beau Vallon. Ubicata in corrispondenza del frangente occidentale dell’isola, la spiaggia identificabile con tal nome dista dalla Capitale Victoria la miseria di un quarto d’ora in auto. Nelle retrovie, i posti auto non mancano di certo, così come non latita, se la volontà fosse quella di non utilizzare la macchina, una fermata in prossimità della quale, prendendo l’autobus, scendereste. A dispetto della risicata distanza chilometrica che la separa da Victoria, in loco difficilmente trovereste fastidiosi affollamenti. Le discipline acquatiche praticabili sono tante ed adatte quindi a chi, per la prima volta o a seguito di esperienze pregresse, vuol magari provare a surfare sulle onde. Rivolgendovi ad uno degli operatori turistici attivi in zona, un’altra specialità nella quale cimentarvi è la pesca. Nei giorni che segnano l’epilogo della settimana, i seicellesi non rinunciano ad una tradizione che man mano sempre più si radica. Sotto l’ombra rassicurante delle alte palme, infatti, nuclei familiari e gruppi di amici sono soliti consumare un variegatissimo pasto all’aperto. Quando il sole cala, e la linea dell’orizzonte si frappone tra voi e la sua luce abbagliante, la visione diviene straordinariamente bella. La sabbia bianca ed il mare colorato d’azzurro sembrano fondersi all’acceso arancione d’un tramonto che sentitamente vi consigliamo di contemplare;
  • Anse Intendance. Scovarla significherebbe virare leggermente verso meridione. La spiaggia sembra lateralmente sorvegliata da un paio di maestose pareti di tipo roccioso. Pochi, a dire il vero, sono i posti nei quali poter soddisfare un comunque giusto languorino. Per una bevanda fresca o qualche piccolo spuntino da gustare con celerità, un piccolo bar asseconderà onorevolmente una simile esigenza. La verdeggiante vegetazione, l’elemento acqua ed il granito danno sinergicamente vita ad un tutto replicabile con estrema difficoltà. L’assenza d’una barriera corallina inficia negativamente sulla profondità delle acque, pronunciata fin dai primi metri.

Praslin



Un tratto lungo una trentina di chilometri scorpora l’isola che ci accingiamo ad abbandonare da quella di Praslin. Le arterie stradali che interiormente la attraversano sono poche. In compenso, la natura qui s’esprime come un pittore fa senza essere soggetto ad alcun vincolo. I rilievi degni di nota sono stentatamente contabili sulle dita d’una sola mano. L’altitudine che ciascuno di questi mediamente raggiunge rimane sempre al di sotto della non troppo ragguardevole quota dei 350 metri.  Alcune delle spiagge che, visitando la seconda isola seicellese, abbiamo avuto modo di vivere in prima persona sono le seguenti:

  • Anse Lazio. Stabilmente abitante la schiera delle spiagge più belle del pianeta, Anse Lazio è, per via delle sue peculiarità naturali, densamente frequentata. Se l’obiettivo è quello di accaparrarvi un buon posto, cosa buona e giusta sarà arrivarci non dopo le 9 del mattino. Contrariamente a quel che a proposito delle altre spiagge abbiamo detto, nel caso specifico di Anse Lazio il mezzo di trasporto migliore è senz’altro l’automobile. Virando sull’autobus, infatti, vi vedreste costretti a dover prima di tutto oltrepassare una collina impervia. Nel periodo di tempo compreso fra il mese di dicembre e quello di marzo, il vigoroso soffio monsonico si rende responsabile della presenza di correnti che comunque invitano alla prudenza. Un utile accorgimento sarebbe, a riguardo, evitare di stazionare ad una distanza eccessiva dal litorale. Una recinzione contorna il versante adibito alla sola balneazione. Lo snorkeling sta ad Anse Lazio come lo sci sta alle vette dolomitiche. Un negozietto nel quale fare acquisti ed un paio di ristoranti dove invece mangiare un boccone rimpinguano la già soddisfacente offerta. L’Honesty Bar, localizzabile volgendo lo sguardo ad Ovest, rappresenta infine un’attività all’interno della quale, scegliendo quel che vorreste mangiare e bere, dovrete imbucare il denaro che vi occorre per il pasto nella fessura d’una cassetta;
  • Anse Volbert.  Da capo a capo, la sua lunghezza va quantificata in 3.000 metri circa. Alle sue spalle giacciono molteplici strutture ricettive, motivo per il quale l’affollamento potrebbe a tratti costituire per molti un problema. Al fine di scongiurare ogni sconveniente sorpresa, cosa buona e giusta sarebbe prender (se il desiderio è quello) parte ad un’escursione in barca solo e soltanto se l’operatore al quale vi rivolgete dispone d’una regolare licenza. Il niveo nastro sabbioso con dolcezza va incontro ad un mare il cui fondo, dal pelo dell’acqua, traspare con sincera naturalezza. I moti ondosi e le correnti sembrano in loco lasciar tregua, per la felicità di tutte quelle comitive composte anche da bambini.


La Digue

Terza ed ultima isola che in questa sede menzioneremo è La Digue. Nel sintetizzare quelle che sono le sue dimensioni, preciseremo che la sua superficie globale è di 10 chilometri quadrati. Tremila sono, adesso, le persone che vi dimorano. La storia del suo epiteto è ricollegabile ad un’imbarcazione appartenente, nel Settecento, alla flotta dell’esploratore transalpino Marc-Joseph Marion du Fresne. Se è vero che fino ai secoli scorsi i settori economici portanti erano quelli concernenti sia la copra che la vaniglia, è altrettanto vero che odiernamente il turismo gioca un ruolo di primissimo piano. Le spiagge, manco a dirlo, hanno contribuito a decretarne la fortuna. Le più belle, almeno per quel che ci interessa, sono:



  • Anse Marron. Geograficamente, Anse Marron è la spiaggia che dell’isola occupa lo spicchio più meridionale. L’assenza di barriera corallina, anche qui, allontana fin dall’immediato il fondale. Codesto aspetto non scoraggia però i sempre numerosi accorrenti, consolati da piscine naturalmente formatesi e scollegate dal mare aperto da una cinta rocciosa. Percorrere l’unica via che vi condurrebbe fin qui non è poi una passeggiata di salute, vista anche la più completa assenza d’ogni tipo di segnaletica. Camminando sulle superfici rocciose, il rischio concreto è quello di scivolare e farvi male. Portate sempre con voi scarpe adatte. Anse Marron, più che essere una spiaggia per famiglie, è un luogo nel quale lo spirito avventuriero e la passione per gli scatti fotografici riscontreranno un seppur momentaneo sfogo;


  • Anse Cocos. Ideale per chi intende alternare un bagno ad una camminata nella quale l’unico sottofondo udibile è quello delle onde che incontrando la sabbia si dissolvono, Anse Cocos è analogamente alla spiaggia precedente munita di piscine naturali nelle quali il tempo trascorre a nostro modo di vedere troppo velocemente. Il recente passato è qui tuttora testimoniato dalla coriacea permanenza di stabili dove il cocco veniva lavorato.

Bird Island

Le Seychelles, come accennato prima, sono un agglomerato insulare nel quale nutrita è la serie di attività espletabili. Tante le abbiamo già fatte presenti. Del birdwatching, invece, ce ne occupiamo adesso. Fotografare gli uccelli, udendo con interesse il loro intonato canto, è la passione di chi, con assiduità variabile, vi si dedica. L’estremo nord seicellese contiene, quasi a volerla isolare da ogni fattore potenzialmente intaccante, Bird Island. La distanza da coprire da Mahè per congiungersi ad essa è di 100 chilometri. La fauna, facile arrivare ad intuirlo, consta di migliaia di specie. I volatili sono splendidamente rappresentati da varietà che vanno dalla sterna fatata fino ad arrivare alla sterna fuligginosa. Il mare è invece consistentemente popolato da tartarughe verdi, dugonghi e tartarughe embricate. Ratti selvatici e conigli rimpinguano senza tuttavia esaurire questa folta schiera. Tornando alla sterna fuligginosa, essa arriva qui nel mese di marzo, deponendo le uova per poi salpare da Bird Island quando ottobre incombe.



Le escursioni

Lasciarvi attorniare da una natura che alle Seychelles prospera è un qualcosa che non potrete non fare. Tra un bagno e l’altro, partecipare ad un’escursione vi darà modo di portare per sempre con voi un’esperienza tanto suggestiva quanto conseguentemente indelebile. Un paio di scorci nei quali ambientare una simile avventura li abbiamo così enumerati:

  • Vallèe de Mai (Praslin). Questa piccola gemma è quel che ad oggi rimane d’una foresta di palme esponenzialmente più estesa. Nella seconda metà degli anni Sessanta, l’esecutivo locale destinò all’area la tutela che merita. Circa 1.500 sono gli esemplari di cocco di mare, una pianta che vegeta esclusivamente in questa parte del mondo. I frutti, caratterizzati da un diametro di 50 centimetri, per maturare completamente impiegano non meno di sei anni. Negli anni Ottanta, questa riserva naturale è stata doverosamente dichiarata Patrimonio UNESCO;
  • Morne Blanc (Mahè).  Scalare la cima di questo monte non è un’impresa adatta a tutti. Serve allenamento e soprattutto volontà. Il premio, giunti dinanzi al suo apice, compensa ogni fatica sostenuta, dato che sotto di voi a delinearsi nitidamente sarà tutto il litorale ovest di Mahè. L’itinerario transita nei pressi d’una vecchia coltura di tè, con felci e licheni che trapunteranno il vostro cammino. Sarà bene non discostarvi dal tratto predisposto. In caso contrario, il pericolo di cadere in una buca è più che concreto.

Qualche info

Per concludere, qualche dritta è così catalogabile:



  • Il periodo migliore per approdare alle Seychelles è costituito dai bimestri aprile/maggio ed ottobre/novembre;
  • Alloggiando a La Digue, molteplici sono le guesthouse applicanti tariffe anche piuttosto convenienti. La prima che nomineremo è La Kaz Safran (90 euro a notte circa). Tre sono in tutto le camere doppie. Allontanandovi da qui, ma non di molto, vi imbattereste in decine di raccolte boutique ed in un fornitissimo mercato del pesce. Volendo, avrete l’opportunità di noleggiare anche una bicicletta che vi permetterà di attraversare più velocemente l’isola. Secondo suggerimento è la Elje Villa (80 euro a notte circa), ospitante fino ad un massimo di 9 vacanzieri. Gli interni sono rivestiti di materiali naturali, come pietra e legno. Anse Rèunion, tra le più belle spiagge del circondario, è distante soli 500 metri;
  • Disponendo invece d’una somma più cospicua, l’alternativa resort va studiata. A Praslin ve n’è uno, chiamato Chauve Souris Relais (230 euro a notte circa), dove intorno il verde giganteggia spandendosi indisturbato. L’impronta architettonica creola è lampante. Le stanze sono accoglienti, ben illuminate, dotate d’un confortevole salotto e di un capiente armadio dove disporre con ordine tutti gli indumenti portati con voi.
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