I 5 parchi a tema più belli della Cina

In Cina, soprattutto negli ultimi anni, il settore dei parchi divertimento sta vivendo una fase di forte ascesa. Il suo estesissimo territorio è ormai costellato di strutture nelle quali, in solitudine o con famiglia al seguito, poter trascorrere ore all’insegna della spensieratezza. Per voi, in questa sede, ne abbiamo selezionati 5. Vediamo quali sono.




 

Hello Kitty Park

Il primo parco a tema cinese che menzioneremo si trova in corrispondenza della parte orientale del Paese asiatico. La contea di Anji ospita, attualmente, un parco interamente dedicato ad uno dei personaggi più amati dai bambini: Hello Kitty. Aperto al pubblico nel mese di gennaio del 2015, esso si caratterizza per un’estensione di poco inferiore ai 10 ettari. Il costo per la posa in opera fu pari, al cambio, all’equivalente di oltre 200 milioni di euro. L’offerta, comprensiva di un numero tutt’altro che esiguo di attrazioni, non si sofferma sul solo divertimento, ma intende concentrarsi anche sul rispetto nei confronti dell’ambiente. Ad essere trattati sono infatti molteplici argomenti inerenti l’ecologia. L’obiettivo è quello di insegnare ai piccini a tutelare quel che li circonda. La Sanrio, azienda nipponica responsabile dell’invenzione del personaggio, volle erigere da terra questo enorme parco a tema col fine di suffragare il quarantesimo anno  dalla venuta alla luce di quello che, con ogni probabilità, è divenuto un vero e proprio marchio. Una struttura molto simile, sorta qualche anno primo, giace proprio in terra giapponese. Il suo nome è Harmonyland. Hello Kitty costituisce, ovviamente, la protagonista regina. Malgrado ciò, in ogni attrazione sarà possibile trovare un qualche genere di riproduzione ritraente un’altra quarantina di figure nate dalla genialità della Sanrio. I giochi, così come ogni singolo spettacolo, sono soltanto una parte di quel che qui trovereste. A bordo della ruota panoramica diverrete spettatori di una veduta circostante nella quale la natura è florida. Senza poi contare le colorate sfilate, pensate per intrattenere un pubblico trasversale. Mediamente, un milione sono i visitatori che giungono in loco.




Splendid China Folk Village

Dalla contea di Anji, il nostro viaggio tra i parchi a tema cinesi più belli ci porta a Shenzen, centro abitato che racchiude una popolazione quantificabile in oltre 12 milioni di unità. Il sito in questione è identificabile con l’appellativo di Splendid China Folk Village. Il nome, tutt’altro che breve, tanto suggerisce tuttavia sulla natura del sito che etichetta. Quest’ultimo, infatti, risponde alle esigenze di tutti coloro i quali, provando interesse nei confronti della millenaria storia cinese, intende conoscere qualcosa in più. Per quantitativo di scene prodotte, lo Splendid China Folk Village è certamente immettibile nella lista dei parchi a tema più grandi ed importanti del globo. Da Shenzen, per arrivarci, saranno sufficienti una trentina di minuti di autobus. Un centinaio, invece, sono le fermate dinanzi alle quali sosterete ammaliati. Ognuna di queste, in maniera del tutto fedele, riproduce le principali mete turistiche cospargenti il vastissimo territorio cinese. Sarà come attraversare in lungo ed in largo la Cina in un solo giorno. I modelli, realizzati in scala 1:15, si distribuiscono su una superficie di oltre 30 ettari. Ad apparire verosimile è anche la loro disposizione, del tutto coerente con la conformazione territoriale del Paese. Se proprio non avete voglia di camminare, niente paura. Salendo su un trenino, visiterete in ordine siti che vanno dalla Grande Muraglia alla Città Proibita, dalla Diga delle Tre Gole fino ad arrivare al Palazzo del Potala. Ad intervalli regolari, in aggiunta, vengono organizzate rappresentazioni in occasione delle quali i figuranti rievocano alcuni degli episodi più significativi della storia cinese.

Costo ticket: 220 yuan (circa 28 euro)





 

Window of the World

Rimanendo nei dintorni di Shenzen, potreste approfittare del tempo a disposizione per visitare un altro dei parchi a tema più belli della Cina: il Window of the World. Racchiuse in un area di 48 ettari ci sono più di 100 copie imitanti alcuni dei luoghi più belli al mondo. Il punto più alto è quello sfiorato dalla loro Torre Eiffel, che dalla base alla cima conta 108 metri. Attivo fin dal lontano 1993, il Window of the World viene servito dalla linea 1 della metropolitana di Shenzen. Ogni sezione circoscrive altrettanti continenti. In quella dedicata all’Europa, noterete tra l’altro le riproduzioni dell’Acropoli ateniese, di Piazza della Signoria a Firenze, del Colosseo, del palazzo di Westminster e del Parco Guell a Barcellona. Nello spicchio africano, invece, le opere copiano in tutto e per tutto il Faro di Alessandria ed il Tempio Maggiore di Abu Simbel.

Costo ticket: 220 yuan (circa 28 euro)





 

Shanghai Disneyland

Dalla lista, sarebbe stato impossibile omettere sia la città di Shanghai sia un parco a tema nel quale ogni bambino, almeno una volta nella vita, vorrebbe approdare. Si tratta dello Shanghai Disney Resort. Attivo dalla prima metà del 2016, esso è in poco tempo diventato il parco a tema più fruito di tutta la Cina. Il lembo di terra sul quale staziona era precedentemente  trapuntato sia da piccoli agglomerati urbani sia da fabbriche. Tutti i nuclei familiari residenti in loco vennero, a spese dell’esecutivo locale, trasferiti in nuove abitazioni ubicate non troppo lontano. La spesa inizialmente preventivata lievitò in corso d’opera anche a causa della presenza, in zona, di alcuni appezzamenti paludosi successivamente bonificati. L’apertura, festeggiata con un evento fastoso e degno quindi della grandezza dell’opera, venne mandata in onda a livello planetario su YouTube. I primi dodici mesi di attività costituirono un grande successo. Questo perché ad approdare qui furono oltre 11 milioni di turisti. L’impronta Disney è marcata, ma non mancano elementi, sia grafici che meramente naturali, tipicamente cinesi. Vi è tanta acqua, così come numerosi sono i particolari richiamanti il loro oroscopo. Rispetto ai parchi americani, manca Main Street, a sua volta rimpiazzata dalla Mickey Avenue. Lungo l’arteria stazionano attività commerciali molto colorate. Una di queste, senz’altro accattivante, è la pasticceria di Remy. Coloro che hanno già visto il film di animazione “Ratatouille”, sanno di cosa stiamo parlando. I manicaretti preparati al proprio interno sono, manco a dirlo, rigorosamente transalpini. Per un ricordo da portar via con voi, non potrete far altro che recarvi al cospetto dell’Avenue M Arcade. Analogamente ad ogni parco a tema Disney che si rispetti, anche la struttura cinese contiene centralmente il castello delle principesse. Se vi dicessimo che la struttura è alta 60 metri, credereste alla sua maestosità? Entrando, ogni bambina trascorrerebbe delle ore nella “Bibbidi Bobbidi Bu Boutique”. Qui, alle piccole verrà dato modo di assumere, con tanto di trucco ed indumenti, le sembianze della propria principessa del cuore.

Costo ticket: 499 yuan (circa 63 euro)





 

Happy Valley

Questo paragrafo lo dedicheremo invece all’Happy Valley di Pechino, la cui istituzione va fatta risalire al 2008. Nella materia trattante i numeri, anch’esso eccelle. Quaranta sono in tutto le giostre, 10 delle quali adatte ai meno deboli di cuore. Sette sale cinematografiche ed un’area dove poter far compere lo descrivono ulteriormente senza però tracciarne ogni connotato. Potremmo proseguire, qualora non fossimo ancora riusciti a convincervi della sua bellezza, aggiungendo che la sua suddivisione interna consta di ben 6 aree tematiche. Alcune di queste, quelle che per fascino meritano maggior interesse, possiamo elencarle in questo modo:

  • Aegean Sea. Il tema preminente è, come facile sarebbe immaginare, una cultura ellenica attorno alla quale orbiteranno, incrociandosi con armonia, la mitologia e la storia;
  • Lost Maya. Penetrare in questo padiglione sarà come farsi catapultare nei meandri di una civiltà, quella dei Maya, tuttora avvolta da un velo tutt’altro che sottile di mistero;
  • Shangri-La. James Hilton, nella sua opera letteraria intitolata “Orizzonte perduto”, fa riferimento ad una località immaginaria, Shangri-La appunto, localizzata in corrispondenza del versante occidentale dell’Himalaya. Chi come noi ha visitato lo Yunnan, sa che Shangri-La designa nella realtà dei fatti una città-contea nella quale la cultura tibetana esprime quella che è la sua natura. L’area, pertanto, intende celebrarne ogni aspetto;
  • Atlantis. Mistero, suggestione, fantasia. Parlando di Atlantide, ciascuno di questi termini si fonde all’altro. Platone, nei suoi scritti, asserì che essa abbia rappresentato per secoli una vera e propria potenza navale.

Nel frangente meridionale del parco, non troppo lontana dall’entrata, vi è una stazione da cui parte un trenino grazie al quale, se vorrete, circumnavigare l’Happy Valley. Dal centro abitato di Pechino, per arrivare qui, dovrete optare per la linea 7 della metropolitana.

Costo ticket: 260 yuan (circa 33 euro)



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