Dormire all’interno di una suite sottomarina in Tanzania

Pemba, notoria anche con l’appellativo di Al Khu Dra, è un’isola tanzaniana ubicata ad una cinquantina di chilometri da Zanzibar. Ad oggi, la popolazione residente consta di 400.000 unità. L’estensione, invece, ammonta a poco meno di 1.000 chilometri quadrati. La sua conformazione, insieme alle caratteristiche dei suoi terreni, ne fanno un’area nella quale il settore agricolo appare piuttosto florido. A colture di matrice meramente casalinga si alternano, infatti, importanti appezzamenti perlopiù dedicati alla coltivazione di materie prime da esportare successivamente. Una di queste è rappresentata dai chiodi di garofano, ingrediente sempre più utilizzato anche nella cucina nostrana. Va con ogni probabilità fatta risalire al Seicento una tradizione ormai saldamente consolidatasi, quella di toreare.



Forti differenze distinguono però le corride locali da quelle che invece si tengono nei Paesi iberici. Se è vero che si tratta di una pratica diffusasi ormai su gran parte del perimetro dell’isola, è altrettanto vero che i dettami islamici vigenti qui impongono un rispetto maggiore nei confronti del bestiame. Dal punto di vista turistico, quale sarebbe la ragione per la quale giungere a Pemba? La motivazione, in realtà, è tanto singolare quanto davvero fascinosa. Qui, infatti, giace il Manta Resort, una struttura ricettiva inaugurata nel 2013 grazie alla quale, godendovi gli agi caratterizzanti il soggiorno, avrete la possibilità di ammirare sia il fondale marino che le sue infinite bellezze. A chi, in fondo, non è mai capitato di svegliarsi al mattino avendo sognato di dormire, almeno per una notte, all’interno di una stanza sottomarina? Dal pelo dell’acqua, l’alloggio dista poco meno di 5 metri. Tanti sono i viaggianti che, nel tastare con mano tale esperienza, sono apparsi concordi nell’affermare che si tratta d’un qualcosa di davvero insolito, da vivere se possibile in prima persona.



 

I servizi offerti dal resort

La stanza, in realtà, altro non è che parte di un complesso, il Manta Resort appunto, nel quale le soluzioni alternative comunque non mancano. Optando per una delle piccole ville disponibili, beneficerete di una serie articolata di servizi. Quando il sole cala, nascondendosi dietro la linea dell’orizzonte, il panorama che dinanzi a voi si prospetterà sarà da incanto. Nelle ore mattutine, invece, l’offerta si adatta alla perfezione a tutti coloro i quali nei confronti del benessere rivolgono un’attenzione particolare. Tetti solarium, uniti a tipologie di trattamento degni delle migliori spa, costituiscono solo una parte delle soluzioni vagliabili. A proposito della cucina, in carta sono presenti specialità a base di pesce freschissimo. Altra cosa da fare senza batter ciglio, liberandosi dello stress accumulato durante l’anno, è un bagno nella piscina scoperta. Buone notizie ci sono anche per coloro che ad un’immersione proprio non intendono rinunciare. Questo frangente marittimo tanzaniano, infatti, attira annualmente una gran quantità di subacquei o aspiranti tali. Arrivati a questo punto, perché non cimentarsi anche in un’escursione a bordo di un kayak?




L’autore

Colui al quale bisogna attribuire l’ideazione della camera che galleggia è Mikael Genberg, artista cinquantasettenne di origine svedese. Analizzando i suoi trascorsi professionali, abbiam capito che Genberg non è nuovo a questo genere cose. Nel suo Paese, infatti, oltre ad aver fondato un’azienda tutta sua, la Genberg Underwater Hotels, ha contribuito alla progettazione di un alloggio subacqueo successivamente chiamato Utter Inn. Ciò che contraddistingue la stanza svedese è rintracciabile nel fatto che essa staziona tra le acque del Malaren, largo 65 chilometri e terzo tra i laghi più importanti di tutta la Svezia.

La suite

A separare il litorale dalla suite galleggiante è un tratto di appena 250 metri. Le acque dell’Oceano Indiano, lambendo dolcemente queste coste, custodiscono interiormente una barriera corallina la cui beltà ha pochi rivali nel globo. I materiali utilizzati nel corso della posa in opera dell’alloggio subacqueo furono sostanzialmente due, il vetro ed il legno. Il primo, manco a dirlo, serve a garantire una visuale che, fin dai primi istanti, sembrerà catapultarvi repentinamente in un mondo di cui prima avete solo sentito parlare. A proposito del legno, invece, questo ricopre non soltanto la terrazza che affiora dal pelo dell’acqua ed in prossimità della quale un’imbarcazione messa a disposizione dal resort vi accompagnerà, ma anche una struttura volta ad ancorare la stanza al fondale.




Lo spettacolo

Facile è immaginare che l’alloggio consta di tutto quel che serve per rilassarvi e non pensare ad altro. Dal letto matrimoniale ai bagni provvisti di docce, da una terrazza dalla quale farsi baciare dai raggi del sole fino ad arrivare ad una sorta di trampolino da dove tentare arditi tuffi, qui nulla viene lasciato al caso. Scendendo, i finestroni diverranno l’ingresso d’ una dimensione sottomarina puntinata da pesci sfoggianti mille colori. Alcune delle specie scrutabili sono il pesce pipistrello, il pesce pappagallo, il pesce farfalla, il pesce unicorno arancione ed il pesce pilota. La sera, poco priva di coricarvi, non potrete fare a meno di notare che le luci della suite, riflettendosi esternamente, saranno capaci di attirare a sé varietà solitamente avvicinabili con difficoltà, come il calamaro. Ed il prezzo? Definendolo abbordabile, mentiremmo. L’esborso, per camera doppia, è di 1.500 dollari. La singola, invece, è relativamente più economica, 900 dollari.



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