Dallas, la texana

<” class=”TPAutoLinks” >” class=”TPAutoLinks” >p” class=”TPAutoLinks” > class=”p1″>Per densità abitativa, Dallas si piazza al terzo posto, immediatamente dopo Houston e San Antonio, tra i centri abitati texani attualmente più popolosi. Analogamente alla non troppo lontana Fort Worth, Dallas deve le proprie odierne fortune alla costruzione di linee ferroviarie volte in origine a facilitare il transito di merci che vanno dal cotone al petrolio. Ai giorni nostri, il comparto economico della città appare assai diversificato, con i settori preminenti che vanno rintracciati in quello informatico ed in quello delle telecomunicazioni. La sua reputazione è suo malgrado legata a filo doppio con l’assassinio, nel novembre del 1963, dell’allora Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. Fu infatti all’altezza di Elm Street che egli venne ucciso a colpi di pistola da Lee Harvey Oswald. Se è qui che volete trascorrere le vostre prossime vacanze, in seguito tenteremo di stilare un elenco di quel che dovreste visitare.

 




Dallas Museum of Art

Tra le maggiori istituzioni culturali del centro texano c’è il Dallas Museum of Art. L’esposizione, numericamente quantificabile in oltre 25.000 manufatti, contiene al proprio interno preziosità giungenti da ogni angolo del globo. Se di esse volessimo fornire una precisa catalogazione, il risultato che ne verrebbe fuori sarebbe il seguente:

  • La prima delle collezioni è stata interamente dedicata alla sapienza artistica di popoli che, nell’antichità, prosperarono lungo le sponde del Mediterraneo. Vera e propria ciliegina sulla torta è, penetrando più a fondo, costituita da una rappresentazione eseguita su un frammento di roccia di tipo calcareo. Sulla sua superficie, colori e lineamenti danno vita ad una fedele riproduzione riportante una cerimonia funebre. In ordine di estensione, tuttavia, il segmento maggiore è quello messo a punto col fine di suffragare l’Antica Grecia, culla della forma di governo democratica. Degna di essere con lo sguardo scrutata è una scultura che, nel raffigurare un soggetto maschile, ha costituito parte integrante di un ancor più prestigioso complesso di tipo funerario;
  • Se ciò che è appena stato descritto non vi basta, una razione ulteriore vi verrà servita nel padiglione dove diverse sono le espressioni artistiche giungenti dal continente asiatico. Pezzo la cui bellezza vi affascinerà va rintracciato nella statua bronzea effigiante Shiva Nataraja. Creazioni aggiuntive provengono, infine, da angoli continentali degni d’altrettanta ammirazione, come il Nepal ed il Tibet;


  • Nella schiera che ci stiamo accingendo a redigere per voi, non avremmo potuto omettere l’arte sollevante il drappello del Vecchio Continente. Alcuni degli artisti che nei dipinti tuttora vivacemente vivono sono Claude Monet, Paul Gauguin, Piet Mondrian e Nicolas Mignard;
  • Il sacrosanto dovere di cronaca ci impone di dar menzione anche ad un’arte africana che nulla ha da invidiare a tutte le altre. Particolare potenzialmente in grado di catturare il vostro sguardo sarà ciò che con maestria è stato impresso in una targa proveniente da quello che è il Benin attuale. In sede di produzione dell’opera, i materiali utilizzati furono il legno ed il bronzo, con l’icona regina che invece intende rappresentare verosimilmente un indomito guerriero.

 

Dallas World Aquarium

Destinazione che segue a ruota assume la denominazione di Dallas World Aquarium. Ubicato nel bel mezzo del quartiere identificabile con nome di West End, scopo principe della struttura è quello di incentivare la preservazione di specie, sia marine che non, che allo stato attuale delle cose risultano in pericolo. Il livello posto superiormente è nel corso degli anni diventato piano nel quale è stata messa a punto una riproduzione della foresta pluviale dell’Orinoco. Visionabili in tutta la loro bellezza sono varietà che vanno dall’ibis scarlatto fino ad arrivare al tucano. Particolarità capace di conferire unicità alla mostra è data dalla permanenza di specie, come i lamantini delle Antille, che negli Stati Uniti soltanto in loco trovano un confortevole giaciglio. Scendendo, ciò che dinanzi a voi si prospetterà è quanto di più prossimo all’ecosistema marino potrebbe esserci. Meduse, anemoni di mare e coralli sono solo alcuni degli esempi che, per motivazioni inerenti il solo spazio, potremmo menzionare. Nel momento in cui varcherete la soglia di ingresso della struttura, ad ognuno di voi verrà consegnata un’utile guida cartacea. Percorrendone il perimetro, in aggiunta, una cinquantina di touchscreen vi daranno modo di acquisire qualche nozione aggiuntiva.

 

Fair Park

Rifocillare sia la mente che il corpo, approdando nei pressi di Fair Park, non è poi così difficile. Alla fine degli anni Ottanta, Fair Park è stato insignito di un riconoscimento tanto importante quanto quindi prestigioso, quello di Monumento Storico Nazionale. La motivazione risiede nel fatto che si è in presenza di un complesso il quale, ospitando in origine un evento fieristico, è arrivato ai giorni nostri con indosso fattezze pressochè inalterate. Gli stabili aventi carattere meramente culturale, insieme a rassegne che a cadenza annuale vengono ciclicamente organizzate, si sono resi responsabili di un afflusso non inferiore ai 5 milioni di unità. La maggioranza degli edifici, caratterizzati da lineamenti strizzanti l’occhio all’Art Decò, hanno nel corso degli anni beneficiato di rispettosi interventi restaurativi. Prima ancora di entrare, delle colonne fanno da supporto a bassorilievi i quali, nel raffigurare alcuni pionieri texani, ai vostri ricordi imprimeranno un marchio difficilmente delebile. Qualora volessimo far riferimento all’area dedicata all’ambito culturale, polo che caldamente vi consigliamo di visitare è il Museo afroamericano, tra le cui pereti godono di memoria perpetua opere di artisti del calibro di Jacob Lawrence e Romare Bearden. Una degna risposta agli amanti delle discipline sportive verrà fatta pervenire per mano del Cotton Bowl, uno stadio aperto al pubblico nel 1930. Ogni anno, esso ospita un incontro di football universitario davvero molto sentito, nel quale a contendersi la posta in palio sono gli Oklahoma Sooners ed i Texas Longhorns. Per avere invece una visuale della città globale, altro non dovrete fare che salire sulla Texas Star, una ruota panoramica la cui altezza massima sfiora i 66 metri.





 

Reunion Tower

Fabbricato che meglio degli altri simbolizza una città che di star ferma proprio non ne vuol sapere è la Reunion Tower, posta in essere tra la fine degli anni Settanta e gli inizi del decennio successivo. L’altezza è pari a poco più di 170 metri. Nel risalirla, potreste cedere ad una fame che, se curiosi e ghiottoni, placherete sedendo in uno dei tavoli del singolare ristorante seguente moto rotatorio. Le lampade a LED, installate nel 2007, offrono quando le tenebre calano uno spettacolo dove il romantico si mischia ad un moderno non ostentato.

 

Dallas Arboretum and Botanical Garden

Ulteriore dimostrazione di quanto qui natura e progresso riescano a viaggiare senza vicendevolmente pestarsi i piedi è il Dallas Arboretum and Botanical Garden. Il basamento sul quale staziona sfoggia un’estensione che ammonta ad oltre 267 chilometri quadrati. Dato alla luce su quel che rimaneva di un giardino avente carattere privato, questo posto ha mosso i suoi primi passi nel 1940, spinto dalla volontà di rinsaldare un legame, quello tra uomo e natura appunto, che sul reciproco rispetto deve appoggiarsi. Un lago artificialmente ricavato, il White Rock Lake, è un approdo in cui, soprattutto nel fine settimana, gli abitanti di Dallas si concedono qualche ora di meritato relax. Alberi e fiori scandiranno, con le loro sgargianti colorazioni, il ciclico susseguirsi delle stagioni. Nel condurvi seppur in maniera metaforica verso un Oriente che almeno chilometricamente appare lontano, un’ottantina di varianti d’acero giapponese, per un totale di circa 200 essenze, infonderanno in voi una passeggera ma benefica sensazione di ritrovata tranquillità. Non mancano neppure le rassegne, andanti incontro ad una fetta trasversale di visitatori. Una di queste, quella che primeggia per singolarità, è intitolata “Autumn in the Arboretum”. Veri e propri sentieri, interamente ricoperti di zucche, tingono di attrattiva aggiuntiva un angolo della città senz’altro da scoprire. Durante l’allestimento di questi percorsi, ogni particolare viene meticolosamente curato, a partire da case che, con un po’ di fantasia, trasleranno animo e corpo nei meandri di una delle fiabe più belle di sempre: Cenerentola. Per concerti all’aperto, l’arboreto dispone di un palco. Per una pausa caffè, infine, diversi sono i bar nei quali potrete sostare.

 

Irving Arts Center

Uscendo dall’immobilismo e bussando quindi alla porta di un contemporaneo che senza movimento scemerebbe, il confine che verso l’interno varcherete sarà quello dell’Irving Arts Center. Esso altro non è che un enorme complesso nel quale sia le arti di tipo visivo sia lo spettacolo respirano aria buona. La Main Gallery, autentico cuore pulsante del sito, diventa palcoscenico dove ogni anno tra loro si rincorrono non meno di una ventina di esposizioni. Un paio di sale cinematografiche, un numero esattamente doppio di gallerie artistiche ed un giardino nel quale alcune statue giacciono indisturbate sono solo alcuni dei motivi per i quali qui dovreste venire. Accaparrandovi un posto a sedere all’interno del Dupree Theater, la veduta che tenderà a profilarsi compenserà con avanzo il prezzo del biglietto.

 

I quartieri in voga

Passando in rassegna i quartieri della città che per peculiarità non avremmo potuto omettere, inseribili nell’elenco che segue sono:

  • Deep Ellum. Nei decenni passati, Deep Ellum era un lembo di terra a trazione prettamente industriale. Una drastica riconversione ha ad oggi tramutato la zona in area nella quale musicisti ed artisti locali hanno la possibilità di dar libero sfoggio al proprio estro. I generi udibili risponderanno prontamente sia agli amanti del jazz sia a coloro che, invece, nutrono una particolare predilezione nei confronti del rock e dell’hip-hop. Sfiziosi ed accessibili ristorantini daranno ad intervalli regolari il cambio a botteghe dove gioielli ed abiti sono frutto di un pregevole artigianato;

 

  • Main Street ed Uptown. Chi di notte proprio non vuol dormire, Main Street è la destinazione che meglio di ogni altra si adatterà a ciò che richiedete. E’ qui, infatti, che la fetta più corposa di locali a di ristoranti si concentra. Il termine “ricercatezza” andrebbe doverosamente accostato ad un altro quartiere, quello chiamato Uptown. Soprattutto negli ultimi decenni, infatti, questo quadrante di Dallas è stato uniformemente rivestito da strutture ricettive eleganti e di negozi dove le insegne riportano la denominazione di grandi firme della moda. Se è qui che volete mangiare un boccone, lo Stampede 66 ed il Fearing’s sono due ottime alternative.

 

Dritte finali

In ultimo, come sempre, la carrellata di consigli:

  • Giunti a Dallas, piatto che prepotentemente entrerà a far parte della vostra dieta è la torta di noci pecan, servita soprattutto nella stagione invernale. Tra gli ingredienti di cui si compone ci sono ovviamente le noci pecan, le uova, lo sciroppo di mais, la farina, la vaniglia ed il burro. Altro manicaretto è la Frito Pie, chili con carne nel quale vengono tra l’altro aggiunti formaggio, cipolla e panna acida;
  • Per muovervi agevolmente, i mezzi di trasporto migliori sono i treni e gli autobus, con questi ultimi che constano di un centinaio di linee in tutto. Il biglietto, se avete bisogno di trascorrere una sola tratta, costa 2,50 dollari, con quello giornaliero il cui prezzo ammonta invece a 6 dollari. Altrettanto semplice è girare in auto la città, dato che potrete noleggiarne una direttamente in aeroporto. Tra le compagnie che dall’Italia raggiungono il locale scalo aeroportuale ci sono Lufthansa e British Airways;
  • Il periodo migliore per organizzare una vacanza nella città texana è quello compreso tra i mesi di marzo e settembre. Per una stanza d’albergo a tre stelle, la tariffa per notte non sarà inferiore ai 90 euro (106 dollari circa). In hotel a quattro stelle, invece, 140 euro (165 dollari circa) dovrebbero bastare;
  • Durante tutto l’arco della settimana, vi sarà data la possibilità di tastare con mano la ricchezza e le tipicità del Mercato Contadino, autentica istituzione della città. Carne, formaggio e tanto altro ancora rappresenteranno materie prime non solo acquistabili, ma anche aggiungibili all’interno di snack da gustare nel bel mezzo della passeggiata.

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