Creta, dove storia e natura si stringono la mano

Nella cerchia delle isole bagnate dalle acque del Mar Mediterraneo, Creta è la quinta per estensione. A precederla sono la Sardegna, la Sicilia, la Corsica e la vicina Cipro. La vacanza che arrivando a Creta vi vedrà protagonisti sarà non una semplice ed insipida via di mezzo, ma un mix equilibrato tra una storia che qui ha vissuto alcune delle sue pagine più importanti ed una natura così magnanima da non affamare mai nessuno. La guida che segue elencherà per voi una serie di suggerimenti.



La città di Candia

Con i suoi quasi 160.000 residenti, Candia si piazza in prima posizione tra i centri più popolosi dell’isola cretese. Ubicata nel frangente settentrionale di Creta, essa si caratterizza per delle condizioni climatiche che, durante tutto l’arco dell’anno, appaiono perennemente piacevoli. Mediamente, durante le ore diurne, le temperature si aggirano intorno ai 30 gradi, mentre col calar della notte esse si abbassano raggiungendo anche i 26 gradi. Relativamente differente è la situazione invernale, con parametri termici che raramente varcano però verso il basso la soglia dei 13 gradi. Tra i luoghi verso i quali, una volta giunti in città, dovreste orientare il dito puntante ci sono:




 

 

  • Il Museo archeologico. Eretto da terra a cavallo tra il 1904 ed il 1912, questo polo museale venne ulteriormente ampliato nella prima metà degli anni Sessanta, quando un nuovo padiglione venne aggiunto. Poco più di 20 sono gli ambienti posizionati internamente. Ciascuna collezione si differenzia dall’altra per via della provenienza temporale dei ritrovamenti. Tra i manufatti che meritano interesse ci sono senza ombra di dubbio alcuna dei contenitori, definibili con l’appellativo di rythoi, il cui utilizzo andava soprattutto a riguardare occasioni di tipo religioso. Salendo e giungendo quindi al piano che più in alto si trova, cosa buona e giusta sarebbe soffermarsi dinanzi a dipinti di Cnosso che, seppur in maniera parziale, sono stati attentamente riassemblati. Nel vostro incedere, un po’ di tempo in più lo trascorrerete in prossimità della stanza numero 19. Le sue pareti, infatti, racchiudono oggetti più o meno risalenti al 700 a.C. Tra questi, opportuno è far menzione non soltanto di elementi scultorei giungenti direttamente dai templi di Gortina, ma anche di scudi sulla cui superficie sono stati raffigurati momenti riconducibili all’ambito meramente mitologico;



  • La cattedrale di San Minas. Congedandovi provvisoriamente dal trambusto che l’enorme afflusso turistico locale comporta, sarà bene indirizzare il vostro cammino fino al cospetto d’una costruzione che, secondo molti, meglio di tanto altro è in grado di simboleggiare la rivoluzione cretese. I suoi battenti aprirono tra la fine dell’Ottocento ed il principio del Novecento. I lineamenti, totalmente liberi da fronzoli, si curvano senza portar fretta, quasi a voler denotare una calma che, giunti qui, davvero pervaderà le vostre membra. La superficie corrispondente al soffitto è quasi per intero ricoperta da deliziosi affreschi, con l’altare posto in fondo che risulta talmente ben decorato da attirare a sé lo sguardo. Se avrete del tempo, costituirà una bella esperienza assistere direttamente ad una delle tante funzioni religiose che qui giornalmente si tengono. I canti, soavi e talvolta struggenti, vengono interpretati da una marea di voci che tra loro si legano alla perfezione. Al massimo della propria capacità, la Cattedrale di San Minas è in grado di accogliere qualcosa come 8.000 fedeli. Questo ne fa, tra l’altro, uno tra i più capienti edifici ecclesiastici dell’intera Grecia. Prima di penetrare, scrutatene attentamente le fattezze che la facciata esterna mostra. La scala localizzata dinanzi all’ingresso, insieme al candore che la caratterizza, è l’anticamera di un sogno dal quale non vorrete riemergere.



 

Il palazzo di Cnosso

Equidistante sia da Candia che dalla costa è il palazzo di Cnosso. Quest’ultimo si lega, in maniera che definire inscindibile non sarebbe un’esagerazione, ad una storia che tra i banchi di scuola avrete certamente sentito nominare, quella riguardante Minosse ed il Minotauro. Stando a quel che la narrazione in questione riporta, pare che il re Minosse abbia fatto congegnare un percorso labirintico volto ad imbrigliare il Minotauro, una figura nata dal rapporto tra la sua consorte ed un toro. In base a quel che affermano i ritrovamenti man mano rinvenuti, pare che nel luogo sul quale il palazzo sorge si siano insediati nuclei familiari vissuti nell’era neolitica. Due millenni prima della venuta al mondo di Cristo, il sito venne tramutato in autentico centro nevralgico di una civiltà minoica che sull’Egeo spadroneggiava. Gli intensi scambi commerciali tra questi e gli egizi, agevolati dal canale marittimo, portarono tra l’altro alla produzione di affreschi strizzanti l’occhio ad una tecnica che proprio sulle rive del fiume Nilo nacque. Nel 1700 a.C., un disastroso sisma causò lo sbriciolamento di ogni costruzione cretese, compreso un palazzo di Cnosso che tuttavia venne nuovamente eretto in concomitanza col periodo neopalaziale.



Originariamente, la striscia territoriale sulla quale il palazzo si adagiava andava ad occupare un’estensione ammontante a 22 chilometri quadrati. Numerosi studiosi difendono una tesi secondo la quale le pareti interne siano state in grado di accogliere un numero di ospiti non inferiore ai 12.000. Gli ambienti in cui era internamente suddiviso erano circa 1.300, da quelli nei quali dimorava il re fino ad arrivare a quelli messi a punto per praticare il culto degli dei. La costruzione che rimpiazzò quella rasa al suolo dal terremoto venne plasmata intorno al 1.600 a.C. Tutt’attorno allo stabile, si snodava un ampio cortile sulla cui superficie di esibivano atleti intenti a praticare le discipline più disparate. Un aspetto sul quale è bene soffermarsi è dato dai bagni fruiti dalla regina. Per confort e servizi, pare che in era antica nessun ambiente simile sia riuscito ad eguagliarli. I motivi pittorici impressi sulle pareti murarie tendevano a raffigurare sia specie animali, tra cui i tori, sia varietà appartenenti all’ecosistema marino. Contrariamente alla civiltà egizia, gli affreschi non vennero prodotti per simboleggiare qualcosa, ma per ornare a festa ambienti che grazie ad essi assumevano un aspetto più ricercato.


 

La città di San Nicolò

Nel centro di Agios Nikolaos, nell’idioma italiano traducibile con la dicitura San Nicolò, il settore economico preminente è ovviamente quello turistico. Le ragioni di un successo così evidente sono lampanti. Le ricchezze che tra le proprie frontiere gelosamente protegge sono tante e tutte così belle da lasciare per qualche attimo senza respiro. Lungo il frangente settentrionale, si estende una struttura fortificata che va fatta risalire all’epoca in cui, qui, erano i veneziani a dettar legge. Pezzo forte ulteriore è dato da un museo archeologico la cui esposizione permanente comprende resti che negli anni sono stati dissotterrati dalle terre che contornano la città.



La gemma che più delle altre risplende è la “dea di Mirtos”, un’anfora che per conformazione ricorda il corpo di una donna.  Sulla parte apicale di un promontorio, proseguendo ancor più verso nord, staziona una deliziosa chiesetta bizantineggiante che omaggia San Nicola. Motivazioni aggiuntive per le quali qui dovreste affluire senza batter ciglio vanno con ogni probabilità cercate sia in un mare il cui aspetto cristallino ammalia sia in un litorale ancor lontano dal subire la mano indagatrice dell’attività umana. Di notte, poco prima di coricarvi, potrete rilassare corpo e mente recandovi in uno dei tanti locali e gustando, ad esempio, una bevanda liquorosa locale chiamata raki. Se cultori del golf, vi allontanerete da qui seguendo un tragitto che richiede al massimo una trentina minuti. Un campo attrezzatissimo, avente 18 buche, risponderà anche a simili esigenze. Distante 10 chilometri dal centro abitato di San Nicolò è un paesino assai caratteristico, Kritsa. Coloro che qui vivono ancora hanno preso la decisione di trascorrere la propria esistenza secondo gli usi ed i costumi dei cretesi. Le sorti del villaggio furono particolarmente fortunate in era bizantina. Emblema di questa fioritura è Panaya Kerà, una chiesetta nella quale ben tenuti sono affreschi che valgono certamente il cammino sostenuto per arrivare in qua. Tre sono le cappelle che internamente si alternano. Una di queste è dedicata a Sant’Antonio abate.

 

La città di Retimno

Fra le tre città più popolose di Creta, Retimno è titolare del gradino posto più in basso. Culturalmente, il suo prestigio è indubbio, visto che qui ha sede anche l’Università di Creta. Similmente a San Nicolò, anche Retimno venne in passato difesa da una struttura di matrice difensiva, anch’essa riconducibile ai veneziani, che si spande ad occidente sovrastando lo spicchio più antico del centro cittadino. Eretta da terra tra l’anno 1573 ed il 1582, si è in presenza di uno dei pochi stabili che nei secoli è riuscito a rimanere in piedi.



Appartenente al perimetro occupato dalla fortezza è anche la vecchia cattedrale di San Nicola, successivamente adibita al culto islamico. L’epicentro di una città che meraviglia è la fontana Raimondi, chiamata così in onore di colui che ricopriva la carica di governatore della zona, un certo Alvise Raimondi. Sarebbe un peccato non fare un salto anche al museo archeologico, nel cui interno sono stati accuratamente disposti dei resti arrivanti dai ritrovamenti contigui. Aperta al pubblico nella seconda metà degli anni Cinquanta, la cattedrale della Presentazione al Tempio della Vergine Maria costituisce uno step nulla affatto secondario. Le navate sono tre e non vi sono cupole. Il pinnacolo mostra dei tratti somatici pregni di imponenza, con una conformazione a quattro lati ideata nell’Ottocento.

 

Il palazzo di Festo

Ad avvolgere Creta di un’aura immortale non è esclusivamente il palazzo di Cnosso, ma anche quello di Festo. Ciò che tuttora ne rimane è ritracciabile nel frangente meridionale dall’isola cretese, neanche troppo lontano dal mare. Il luogo, popolato a partire dal Neolitico, giovò nel 2.000 a.C. d’uno splendore sia commerciale sia dunque economico. Il perimetro venne rintracciato dagli archeologi a metà dell’Ottocento, con gli scavi veri e propri che ebbero origine circa tre decenni più tardi, ad opera di una troupe italiana. Databile al 1908 è il rinvenimento del cosiddetto Disco di Festo, i cui elementi simbolici gli sono stati impressi, con ogni probabilità, tramite l’ausilio di alcuni stampi, nel momento in cui l’argilla non si era ancora solidificata.



I motivi sono in totale 242, a loro volta ben separati da striscioline molto sottili. La maggioranza degli studiosi è concorde nell’affermare che, contrariamente a quello che si potrebbe erroneamente credere, non si tratta di un codice alfabetico. Quel che è stato ritrovato di un palazzo sorto nel 1.600 a.C. consente di ottenere una sommaria ricostruzione di un immobile, quello originario, caratterizzato da una pomposa anticamera, da un insieme di maestose colonne e da interni dalla conformazione rettangolare. La costruzione susseguente, quella che andò a rimpiazzare il palazzo raso al suolo dalle fiamme di un incendio, si suddivideva in terrazzette che accerchiavano un cavedio posto centralmente.

 

La città di La Canea

Giunti quasi alla fine del nostro viaggio, dall’itinerario non ci permetteremo di estromettere un altro centro splendido, quello di La Canea. Gli abitanti sono poco meno di 110.000, con il secondo conflitto mondiale che per essa rappresentò un’epoca nella quale le bombe naziste tentarono di minarne la beltà. Al Trecento va fatto risalire il porto veneziano, insieme al duo di darsene di cui si compone. Una di esse, quella localizzata ad occidente, ai giorni nostri altro non è che un posto nel quale i visitatori si radunano per gustare comodamente seduti un buon drink.



L’influenza del vecchio porto non fu mai spiccata a causa di fondali non troppo profondi. Il polo antico della città è bordato da mura a loro volta intervallate da torrette. Tra queste ultime, coloro che odiernamente beneficiano di uno stato di conservazione migliore sono quelle che portano il nome di Schiavo e Sabbionara. Inoltrandovi nella città antica, sugli archi che sovrastano le porte di ingresso delle case potrete ancora notare dei simboli dalla chiara origine veneziana. Prima delle persecuzioni naziste, a La Canea vegetava una comunità ebraica molto numerosa, personificata da una sinagoga di recente rimessa a lucido. Eretta da terra per volere dell’ordine domenicano nel Trecento, la chiesa di San Nicola è stata dapprima convertita in una moschea e poi, a ridosso degli anni Venti del Novecento, ritrasformata in un edificio nel quale praticare il culto ortodosso. Durante la stagione estiva, a cadenza annuale, La Canea diventa sede di un’importante evento canoro, il Chania Rock Festival, al quale prendono parte gruppi e solisti anche di portata mondiale.

Le spiagge cretesi più belle

Arrivati a questo punto, quel che faremo è passare in rassegna alcune delle spiagge più belle di Creta. Il mare è bello ovunque, in questo spicchio di Grecia, ma ci sono dei posti dove la bellezza acquisisce sfumature ancor più vivaci:

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  • Spiaggia di Elafonissi. Il soprannome di “Caraibi del Mediterraneo” sembra calzare alla perfezione ad un litorale entrato a far parte della lista dei 10 più belli al mondo. Si è in presenza non di una semplice spiaggia che del candore della sabbia fa il suo proprio punto forte, ma di un lembo di terra dove i chicchi, tendenti al bianco ed al rosa, risaltano varietà vegetali ormai divenite rarissime. Tra queste, opportuno è far menzione dei narcisi marini bianchi, la cui fioritura avviene solo nella bella stagione. Proseguendo a piedi, al vostro cospetto si prospetterà un’isoletta dietro alla quale si celano tante minute spiagge, da vivere soprattutto se quel che cercate è una salubre tranquillità. Elafonissi, per caratteristiche, controbatterà ad ogni genere di esigenza. La spiaggia regina è dotata infatti di tutto quel che serve per garantirvi un buon riposo, dagli ombrelloni alle sedie a sdraio. Quando il sole cala dietro la linea dell’orizzonte, lo spettacolo è indescrivibile. Il rossastro in lontananza si mescola infatti al turchese del mare ed al bianco d’una sabbia che coccola ogni millimetro del corpo;

  • Spiaggia di Glyka Nera. Di turistico, questa spiaggia possiede poco e nulla. La principale difficoltà ridiede nel fatto che essa può essere raggiunta soltanto usufruendo di un’imbarcazione (magari partente da Loutro), particolare che scoraggia in parecchi. Per la sua denominazione, che nell’idioma greco sta letteralmente a significare “acqua dolce”, dovremmo ringraziare le acque che affiorano dalle pietruzze, freschissime e bevibili. I rilievi retrostanti la proteggono seppur parzialmente dai venti, mentre la sua superficie è interamente ricoperta da ciottoli. Il mare, anche qui, si distingue per un colore blu che istantaneamente fa innamorare. Nel bel mezzo di essa è reperibile un chioschetto dove avrete l’opportunità di acquistare una bibita ghiacciata;

  • Spiaggia di Seitan Limania. Se vi trovare a La Canea, vi basterà percorrere un tratto di strada pari a 22 chilometri. Questa ristretta baia, che in italiano è distinguibile con la dicitura di “porto del diavolo”, gode della protezione di una parete rocciosa. In basso, la spiaggia è una mistura tra sabbia e pietruzze. Le acque lasciano intravedere un fondale che sembra essere appena uscito da una tela. In loco, non esiste alcun genere di attrezzatura. Tutto quel che vi è necessario dovrete quindi portarlo con voi. Potrete posteggiare l’auto nel parcheggio, per poi discendere neanche troppo facilmente lungo un sentiero grazie al quale arriverete finalmente in spiaggia. Per trovar protezione dai cocenti raggi del sole, l’unica scappatoia è rappresentata dalla superficie rocciosa. Sarà bene, quindi, giungere di buonora;

  • Spiaggia di Shinaria. Da Plakias, approdereste qui nel giro di un quarto d’ora al massimo. La notorietà ha premiato questa spiaggia soltanto negli ultimi anni, e non è detto che sia necessariamente un bene. Questo perché, non essendo ancora toccata da densi afflussi turistici, quel che più la differenzia è una tranquillità respirabile in ogni suo anfratto. Nel partire da Plakias, ciò che farete sarà prima risalire un’angusta viuzza che si snoda tra le montagnole, per poi quindi discendere bruscamente fino al litorale. Due pareti rocciose, una a destra ed una a sinistra, sembrano altrettante sentinelle pronte ad allertarla in caso di invasione. Il mare è trasparente come un cuore privo d’ogni cattiveria, la consistenza della sabbia appare spessa ed i fondali non sono poi così bassi;


 

  • Spiaggia di Falasarna. Fin dagli anni Duemila, essa è stata posta sotto protezione, sia a causa di un fascino che si pone al di fuori d’orni dubbio sia per la permanenza di specie animali attualmente in pericolo. In realtà, le spiagge conteggiabili sono almeno un paio. Quella ubicata a meridione, Pachia Ammos, si contraddistingue per una lunghezza ammontante ad un chilometro e per una larghezza che in più punti sfiora i 150 metri. Le raffiche ventose giungenti da nord diventano una manna dal cielo per tutti coloro che praticano il surf. A livello di attrezzatura, in loco raggiungiamo la quasi eccellenza. Medesimo discorso va a riguardare anche dei bar che, oltre ad offrire sfiziosi manicaretti e bevande fantasiose, di notte danno vita a party all’insegna del divertimento.

Le info

Per chiudere, qualche dritta utile:

  • Il periodo migliore per approdare a Creta è quello compreso tra il mese di maggio e quello di agosto;
  • Tra le prelibatezze che a Creta avrete modo di gustare vi è la kakavia, una zuppa a base di pesce nella quale, oltre al merluzzo o al dentice, vanno aggiunte materie prime come le patate, i pomodori, il prezzemolo e le cipolle;
  • Scegliendo di pernottare a Candia, il centro cretese più importante, le tariffe variano ovviamente in base sia al periodo che al tipo di sistemazione. Per una stanza in hotel a tre stelle, i prezzi sono compresi tra i 50 ed i 75 euro a notte. In albergo a 4 stelle, invece, arrivereste a spendere al massimo 85 euro a notte;
  • Viste le sue peculiarità, sia storiche che paesaggistiche, la maniera migliore per attraversare Creta in lungo ed il largo è noleggiare un’automobile. Potrete provvedere ad una simile incombenza direttamente in aeroporto. Lo scalo maggiore si trova a Candia. Tra le compagnie aeree attive su questa tratta ci sono Alitalia e Ryanair

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