Amman, dove la storia è di casa

Nella più dispregiativa delle accezioni possibili, il termine “antico” rimanda ad un qualcosa il cui morente stato di salute attuale non lascia scampo ad un dimenticatoio che appare certo e purtroppo irreversibile. Per una tesi che, in nome di un contemporaneo talmente distratto da non riuscire ad osservare nulla che varchi esternamente i confini del materialmente percettibile, viene pasto dopo pasto alimentata da dosi sempre meno povere di stereotipi e colpevoli pregiudizi, ne esiste un’altra che in tutto ciò che è antico vede non soltanto memoria, ma anche imperdibile opportunità di rinascita.

I 14 colli che in un perpetuo girotondo circondano Amman raccontano a chiunque abbia volontà di acutizzare l’udito una storia di cui, per infinità di peripezie e per raffinatezza nel tratto stilistico, non ci si stanca mai. Per una luogo, essere baciati dalla fortuna non è custodire avidamente tra le proprie tasche valori che di annotabile hanno esclusivamente la materia, ma una posizione verso la quale possano salpare influenze che alla collisione preferiscono la pacifica e colloquiale convivenza.

Nonostante la Capitale giordana vada collocata in un lembo di terra che a maggioranza assoluta può essere reputato strategico, alla beltà che la irraggia viene troppe volte preferito il blasone di mete forse più pubblicizzate. Per chiunque possa servirsi di questa breve guida al fine di dare ad un’iniziale indecisione i lineamenti somatici di una certezza, Amman diverrà fin dal primo contatto musa ispiratrice di versi in perenne divenire.

Vista la varietà di siti visitabili, un giorno soltanto potrebbe risultare non sufficiente. La città è anziana ma intellettualmente lucida, gracile in alcuni suoi punti ma forte quel tanto che basta in altri, fieramente ancorata alla tradizione ma apertamente proiettata al moderno, fredda nel candore delle proprie abitazioni caratteristiche ma rovente nel calore umano che uniformemente emana.

Il Jordan Pass

Utile strumento messo a disposizione dal Ministero per il Turismo giordano è quello che assume il nome di Jordan Pass, un pacchetto progettato per rispondere alle esigenze di tutti quei visitatori che da questa terra vogliono essere appassionatamente baciati. Dato il suo obiettivo primario, volto all’agevolazione degli flussi turistici nel Paese, il Jordan Pass potrà essere selezionato solo e soltanto se la durata del soggiorno non è inferiore ai 4 giorni. Il suo acquisto può essere portato a termine connettendosi semplicemente al portale online www.jordanpass.jo. Perfezionato questo passaggio, si avrà l’opportunità recarsi senza problemi presso le principali attrazioni turistiche giordane, beneficiando di prezzi d’ingresso davvero convenienti. La sua validità ha una durata di 12 mesi in tutto, lasso che scatta a partire dal momento del suo acquisto. Sono una quarantina i siti facenti parte del pacchetto, tra cui l’area archeologica di Petra, non di minore importanza il Jordan Pass comprende anche il visto di entrata nel paese, il che lo rende veramente un ottimo incentivo per l’acquisto. Considerando il prezzo dell’entrata al sito archeologico di Petra e il visto d’entrata per la Giordania acquistando una delle tre formule del Jordan Pass avrete già risparmiato.

Cenni storici

Nel irresistibile magnificenza del suo volere, il fato ha nella maratona del tempo voluto incrociare le sorti di Amman con quelle a fasi alterne di una serie assai nutrita di civiltà. In base a ciò che raccontano i diversi reperti rinvenuti, pare infatti che il suo territorio sia diventato in età neolitica punto d’appoggio di insediamenti umani.

Otto secoli prima della nascita di Cristo, furono gli Ammoniti ad ergere qui le mura di casa propria. In linea di rigorosa successione temporale, la quasi giocosa turnazione interessò gli Assiri, i Persiani ed i Greci. Ai fondatori della forma governativa democratica va imputata anche l’attribuzione del nome originario Philadelphia, appellativo costretto a sloggiare in corrispondenza dell’era dei Ghassanidi.

Oppostamente a  ciò che la grandezza attuale potrebbe in maniera piuttosto mendace sostenere, Amman rifletteva fino all’ottavo decennio dell’Ottocento un’immagine che di grande ed importante aveva esclusivamente le proiezioni future. Numerosi disastri naturali di cui essa fu suo malgrado vittima non le permisero mai di acquisire fattezze che, con l’arrivo al governo dei Circassi, subirono una pennellata decisa ma rispettosa.

Mai evento fu così propizio come la costruzione di una linea ferroviaria, quella tra Damasco e La Medina, che aveva in Amman una delle sue tappe intermedie. Un aumento demografico decisivo è tuttavia rintracciabile nella fine degli anni Quaranta, quando diversi rifugiati palestinesi intesero scrivere qui i capitoli rimanenti della propria vita.

I luoghi da visitare

Fare di una visita al Museo Archeologico è fermata d’esordio di un percorso eccitante quanto una pellicola da tempo attesa. L’allestimento della mostra interna risale alla prima metà degli anni Cinquanta. E’ qui che si radunano reperti che in ogni angolo della Giordania sono stati liberati dallo strato polveroso. La quotidianità viene degnamente rappresentata da oggetti comuni in vetro o ceramica, con l’artisticità il cui drappello viene invece portato a mano da sculture e gioielli. I manufatti sono stati tra loro suddivisi per epoca di provenienza, tenendo in considerazione la reciproca ma sfaccettata condivisione del lasso temporale compreso tra la Preistoria ed il XV secolo.  Nei decenni passati, il Museo Archeologico di Amman era scrigno di qualche sparuto esemplare del Rotoli del Mar Morto, manoscritti dal grande valore sia ecumenico che storico.

La fierezza della romanità è racchiudibile nel Tempio di Ercole. Stando a quello che afferma un’iscrizione rinvenuta sulla superficie di uno dei suoi componenti strutturali, sembra che questo tempio sia stato edificato quando a Geminio Marciano venne affidata la carica di Governatore di questa sperduta provincia. Sono una decina le colonne di cui esso si compone. Tale particolare viene letto dagli studiosi come dimostrazione di una struttura non portata a compimento, con il marmo rimanente che venne destinato alla costruzione di un luogo di culto bizantino non molto lontano dal sito in questione. 

Dopo un’immersione da capo a piedi tra le concessioni elargite dalla storia, giunge il momento di bussare alla porta di casa di una mondanità che ad Amman certamente non manca. La scelta del nome, Rainbow Street, appare linguisticamente calzante ad una zona nella città vibrante, variegata, movimentante ed imperdibile.  Negozi, bar e ristoranti corroborano la propria vivacità con luoghi che impersonificano la storia giordana moderna. Tra questi, vi sono la casa dell’ex Primo Ministro Zaid ibn Shaker e la residenza del re Talal.

Capofamiglia di un agglomerato la cui espansione è ancora in corso di svolgimento è il Balad, ossia il quartiere più antico della città. La veracità, l’originalità e la naturalezza scarna da filtri del popolo giordano sono ammirabili nei suoi mercatini, trapuntati da piccoli artigiani che nella loro maestria tengono in vita tradizioni lunghe millenni. Tra i souq (nome che nell’idioma locale etichetta questi mercatini) più ammalianti ci sono:

  • Il souq Mango, nel quale da sempre giungono uomini e donne alla ricerca di un vestito nuziale tradizionale giordano;
  • Il souq Asfour, scelta ideale per tutti coloro che in valigia abbiano voglia di mettere un capo di abbigliamento pensato e lavorato secondo dettami che nell’antico generano le proprie tracce;
  • il souq Gold, dove il metallo più prezioso fa brillare le pupille, dolcificare i sogni, materializzare i desideri;
  • il souq El Joura, mercatino interamente dedicato a piccoli articoli di arredamento, come sedie e tavolini.

I piatti tradizionali

Concludere con una bella cinquina di piatti non può che risultare sollazzevole per gli amanti del buon cibo. La tradizione gastronomica giordana è riccamente enciclopedica, per pietanze che rappresentano mix equilibrato di ingredienti tuttavia semplici.

Piatto nazionale è l’hummus, una salsa a base di ceci gustabile in compagnia di una focaccia di pane non lievitato.

Per una colazione energica e sostanziosa, si potrà invece virare sul lebaneh, uno yogurt dalla consistenza particolarmente cremosa.

Se è vero che l’occhio intende ottenere la sua parte, è altrettanto vero che il falafel unisce dimensioni minute ad una dipendenza che è conseguenza quasi inevitabile. L’impasto di queste polpettine prevede la presenza di una pasta di ceci accompagnata da un mix di spezie.

Ultima proposta è la galayet bandora, un piatto a base di pomodori, cipolle, peperoncino, sale ed olio d’oliva. Ne esistono molte varietà, tra cui quella che esige l’aggiunta di carne macinata di manzo o vitello.

       

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