5 luoghi dove trascorrere una vacanza vegana

Sono sempre più i consumatori che, optando per un regime alimentare vegan, mettono da parte ingredienti come carne, pesce e uova. Nel nostro Paese, alcune stime quantificano in circa 2 milioni coloro i quali hanno adottato quello che rappresenta un vero e proprio stile di vita. In aumento, conseguentemente, sono le strutture ricettive i cui servizi rispondono prontamente a simili richieste. In seguito ne abbiamo elencate alcune.

Casota Vegan, Torbole sul Garda (TN)



Col tempo, i fondatori Sebastiano e Tiziana hanno convertito una vecchia residenza familiare in un B&B dove, oltre a poter degustare pietanze rigorosamente vegan, avrete la possibilità di trascorrere il vostro soggiorno in un ambiente nel quale la tranquillità regna. Stando a quel che i due titolari sostengono, la fondazione della Casota Vegan sorge dalla volontà di dar forma ad un’idea di permanenza, quella acquisita nel corso dei loro numerosi viaggi, che fa del benessere e della semplicità due principi cardine. Primo B&B 100% vegan del Trentino, Casota Vegan collabora continuativamente anche con diverse associazioni animaliste della zona, organizzando a cadenza periodica raccolte fondi volte a supportare la loro attività. A partire da quest’anno, soggiornanti e non hanno modo di poter ricaricare la propria automobile elettrica fruendo di una colonnina appositamente installata. Nel caso in cui, nel corso della vostra vacanza, la volontà sia quella di visionare il circondario, l’auto costituisce solo la più estrema delle alternative.




Questo perché Casota Vegan mette a disposizione dei propri clienti biciclette da poter utilizzare in maniera del tutto gratuita. Le porte saranno spalancate, ovviamente, anche per i vostri amici a quattro zampe. Sedendo in una deliziosa terrazzina, inoltre, diverrete visori di un panorama che affacciando sul circondario diverrà una gioia per i vostri occhi. Le stanze sono tre. Una di queste è la camera Ponale, un ambiente la cui capienza interna massima è pari a 4 persone. Ubicata in corrispondenza del primo piano, essa è munita dell’essenziale ed oltre, dal frigorifero fino ad arrivare al ventilatore a soffitto.

Il Borgo di Tara, Borgo Val di Taro (PR)


Immerso nella Val di Taro, vallata incastonata nell’Appennino Parmense confinante sia con la Toscana che con la Liguria, codesto agriturismo promette a chiunque voglia giungere fin qui un’esperienza all’insegna d’una rilassatezza altrove trovabile con difficoltà. Lo stabile principe, recentemente sottoposto ad alcuni interventi ristrutturativi, strizza l’occhio ad un concetto, quello di edilizia sostenibile, che nella sua non trattabilità abbraccia ogni elemento di tipo strutturale. Alcune delle materie prime utilizzate durante la sua posa in opera furono infatti il sughero, il legno di quercia e la roccia localmente estratta. Per quel che riguarda il comparto meramente energetico, l’edificio gode dei servigi sia di pannelli solari sia di caldaie alimentate a legna, entrambi atti a garantire l’erogazione costante di acqua calda.




Anche qui, le stanze sono tre. Se è vero che la cura nel particolare in loco costituisce una costante, è altrettanto vero che gli arredamenti non fanno eccezione. Tra gli esempi che confermano la regola andrebbero menzionati i materassi, tutti rigorosamente fabbricati in lattice naturale. Le pietanze che per voi verranno sapientemente preparate sono del tutto prive d’ogni ingrediente d’origine animale. Svegliandovi, le vostre papille gustative esulteranno al contatto con una buona marmellata o una profumata tisana. Viaggiando con animali al seguito, la raccomandazione è quella di comunicare con debito anticipo la loro compagnia. In stanza, per scelta cosciente della direzione, non vi è televisore. Scegliendo, all’interno dell’ampia raccolta di volumi, un buon libro, le ore che precedono l’assopimento notturno passeranno lente, pacate, silenziose. Nel lavaggio della biancheria, in ultimo, vengono usati unicamente detersivi bio.

La Cortevilla, Suvereto (LI)

Suvereto, piccola comunità facente geograficamente parte della provincia livornese, racchiude a sé un posto che nel ricevere odiernamente ospiti approdanti da tutto il territorio italiano sfoggia con orgoglio i tratti caratteristici di quel che precedentemente era, un casale. L’ambiente spiccatamente contadino che attorno, come una fragranza che inebria, si spande, risponde prontamente a chi da un soggiorno esige relax e nulla più. All’alba, potrete in alternativa consumare la prima colazione sia nell’ambiente condiviso sia, quando le condizioni metereologiche lo permettono, nel giardino antistante. Per la cena, ogni portata viene amorevolmente assemblata lavorando con rispetto materie prime autoctone.




L’offerta gastronomica risulta sostanzialmente vegetariana (vegan se lo richiederete espressamente). Gli spazi sono stati internamente disposti su due piani. Ogni camera è munita d’un bagno autonomo. L’impronta stilistica degli arredamenti, coerentemente col cuore agricolo che qui pulsa vigoroso, appare minimalista. La pietra rivestente le pareti, sia interne che esterne, ed il legno delle travi creano insieme un connubio del quale mai ci si stanca. Al pianterreno, lì dove prima vi era una stalla, sono stati nel 2003 allestiti spazi ulteriori. In uno di questi vi sarà data l’opportunità d’assaggiare tutto quel che di meglio l’agroalimentare locale è in grado di offrire. Altre due stanze sono rispettivamente adibite al ricevimento dei clienti ed al soggiorno delle persone affette da disabilità.



Casa Payer, Luserna San Giovanni (TO)

La Val Pallice, coi monti che come guardie poste a sentinella verso l’alto maestosi si ergono, deve la sua denominazione allo scorrimento lento dell’omonimo torrente, lungo una cinquantina di chilometri in tutto. Luca e Paola, i proprietari di Casa Payer, hanno in passato deciso di aprire al pubblico, dopo una permanenza in India lunga un paio d’anni, un punto d’approdo che la natura la rispetta con riverenza. Vegetariani tutti e due, fin dall’immediato il desiderio fu quello di tornare a vivere così come una volta si faceva. Il pane casereccio, un piccolo orto nel quale far crescere con amore paziente gli ortaggi e l’odore della legna che dolcemente arde sono aspetti d’una quotidianità originaria che la frettolosa modernità ha purtroppo dimenticato. Casa Payer sorge anche per questo, alimentata dalla voglia di chi ne ha voluto la fondazione di ospitare gli accorrenti in un luogo dove persino le odierne e talvolta insane abitudini alimentari rimangono fuori. La costruzione, con la pietra viva che uniformemente ne riveste le mura perimetrali, è stata ristrutturata ma non stravolta. Lasciarsi circondare dal bosco vorrà dire, qui, far pace con una natura che se rispettata sa donare tanto. Il tempo, in loco, è anch’esso un concetto da ripensare. Le attività espletabili sono totalmente ambientate in angoli che profumano d’autentico. Un praticello dove le erbe aromatiche crescono, le terrazze al coperto, un delizioso bosco di betulle (nel quale magari riposare stendendovi su un’amaca) ed il fienile panoramico sono solo alcune delle alternative. Tre stanze sono dotate sia di bagno sia di una cucinetta. Sulla superficie delle pareti si danno il cambio la pietra e vernici contenenti esclusivamente pigmenti d’origine naturale. Ogni ricetta, sempre e comunque vegetale, segue il continuo susseguirsi delle stagioni. L’occhio, in tal caso, viene attentamente rivolto ad ingredienti selezionati con cura.




Podere Doglio, Langhirano (PR)



Tra le sue frontiere, Langhirano raccoglie più o meno 10.000 residenti. Un’ormai radicata tradizione, qui tramandata di generazione in generazione, è quella legata alla produzione del prosciutto di Parma, fiore all’occhiello d’una gastronomia italiana riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. Una volta all’anno, a Langhirano si tiene una rassegna omaggiante proprio questo salume, forte d’un marchio D.O.P. tutelante ogni prodotto le cui caratteristiche sono attribuibili a particolari peculiarità territoriali. Podere Doglio, B&B dove sia i vegetariani che i vegani vedranno finalmente sodisfatte le proprie particolari esigenze, consta di camere dove lo spazio certamente non manca. A ciascuna di esse è stato dato l’epiteto d’un colore. Il mobilio interno va fatto risalire al primo Novecento. Le finestre, invece, affacciano su un giardinetto a sua volta sovrastato dalle delicate colline circostanti. Per quel che concerne il settore ristorativo, questo è rigorosamente vegetariano (vegano, se lo richiederete in fase di prenotazione). In carta sono elencati manicaretti che nel ricalcare il ciclo delle stagioni prediligono sia la genuinità che la biologicità del prodotto. Il giardino botanico appartenente alla struttura ha un’estensione di 1.000 metri quadrati. Lungo la sua superficie, negli anni sono stati impiantati alberi donanti varietà fruttifere ormai in disuso.




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