10 musei a portata di click

In tempi come questi, nei quali una paurosa incertezza prolifera nel salotto buono della coscienza collettiva, pochi sono gli antidoti il cui principio attivo parrebbe in grado di combattere una condizione che di salvifico non ha neppure il nome. Una controparte corpulenta ma tastabile soltanto in tutto ciò grazie al quale ella si rende visibile allo sguardo umano sta in questi mesi privando gli amanti del mondo che geograficamente li circonda di ciò che al cuore farebbe bene come acqua in una giornata di caldo torrido. Per chi dei confini conosce soltanto il lato storicamente e talvolta sanguinariamente formatosi, le quattro pareti casalinghe appariranno con ogni probabilità doloroso soffocamento che all’immaginazione concede uno scorcio grande quanto una cella d’isolamento. In attesa che questo nefasto moto rotatorio possa finalmente invertire la propria dannosa rotta, coloro che nei confronti di tutto quello che appare bello alla vista sentono spasmodicamente una tenera mancanza hanno l’opportunità di assetare, seppur non totalmente, questo quasi sessuale desiderio, usufruendo di quel che le tecnologie attuali sono in grado di emulare assai fedelmente.



Data l’imposizione di una serie di comportamenti decisamente poco compatibili con la concezione di libertà che normalmente attecchisce lungo gli strati più profondi della nostra esistenza, sono numerosi gli enti museali di tutto il mondo che, a tutti quei curiosi che di cultura vivono e vegetano, conferiscono la straordinaria opportunità di prender parte a tour virtuali in occasione dei quali visionare collezioni testimonianti il cammino che fin qui ci ha condotti. Se è vero che, fino a non più di qualche decennio fa, persino l’idea poteva risultare inattuabile a chi della lungimiranza non fa il suo forte, adesso è idea assolutamente attuabile rimanere comodamente seduti sul divano di casa propria e recarsi nel museo che dei propri sogni è finora stato solo sfuocato sfondo. In continua crescita è il numero di quelle strutture che, nel dimostrare praticamente il legame che li ancora ai visitatori più o meno abituali, hanno preso l’importante decisione di trasferire sotto forma virtuale collezioni e mostre le quali, in mancanza di una visita fisicamente perfezionata, erano e rimanevano solo e soltanto frutto di fantasiosa immaginazione. Malgrado una sola lista corra il rischio di apparire riduttiva e colpevolmente manchevole di qualche illustre componente, cosa buona e giusta sarà a tal proposito interpretare la guida che segue come un insieme di suggerimenti i quali, nella speranza di una qualche utilità, possano riuscire nel neanche tanto celato intento di riavvicinare un potenziale turista ad un ambito, la cultura appunto, che di ogni tour deve inderogabilmente diventare parte imprescindibile.



Firenze, Uffizi

Tornata d’avvio del tragitto focalizzerà gran parte della sua attenzione sulla Sala delle Dinastie, le cui tele ritraggono le fattezze di alcuni personaggi illustri, facenti parte di due casate altrettanto influenti: i Medici ed i Della Rovere. La camminata entra nel culmine del suo svolgimento toccando successivamente sale il cui allestimento è stato completato lo scorso anno. Tali spazi museali sono interamente dedicati ad un secolo che, unanimemente, è per la pittura italiana lasso temporale placcato in oro: il Cinquecento. Ad affiancare la “Venere di Urbino di Tiziano” vi sono la “Flora” e la “Fornarina”, quest’ultima esito dell’estro riconoscibile di Sebastiano del Piombo. Le colorazioni che in maniera uniforme avvolgono le pareti fanno da tributo sia al verde del Rinascimento veneziano che della sua onnipresenza dà segnale perpetuo sia, di contro, ad un grigio scuro il quale, nel richiamare la pietra serena degli Uffizi, non dimentica di strizzare maliziosamente l’occhio alla scuola toscana. Il link da selezionare per la variante virtuale di queste mostre è www.uffizi.it

San Pietroburgo, Hermitage

Per ricchezza e fascino, dovere è quello di conferire all’Hermitage di San Pietroburgo l’onore di diventare tappa d’esordio in un tour per il quale tutto ciò che serve è una connessione internet ed un PC. Amorevolmente incastonato nella parte interna di quello che senza timore alcuno di smentita va piazzato nella prestigiosa schiera dei palazzi più belli del globo, il beneficiario di codesto itinerario avrà l’incommensurabile opportunità di tastare col cursore del mouse sia lo sfarzo architettonico che delle epoche zariste rappresenta pregevole lascito sia opere le cui firme portano il tratto ed esprimono l’accento stilistico di artisti che vanno da Rembrandt a Canova, da Caravaggio a Velazquez, da Picasso a Monet, da Matisse fino ad arrivare a Renoir. Particolare che balza immediatamente all’occhio è rintracciabile nella notevole quantità di felini. Scovare le origini della loro presenza in loco vuol dire addentrarsi nell’epoca in cui Pietro Il Grande, allora Zar di una Russia la cui estensione tuttora sorvola la portata dell’orizzonte, tornò da un viaggio nei Paesi Bassi con un gatto che decise di chiamare Basilio, fedele ed inseparabile condivisore di ogni giorno scandente la corsa del tempo. Mediante la forza legislativa di un decreto, il sovrano impose tramite esso la non trattabile presenza, da allora in poi, di amici felini la cui preziosa azione contrastava e contrasta tuttora la proliferazione di topi che delle opere potrebbero diventare colpevoli danneggianti. Oltre che godere delle cure dei volontari locali, i gatti sono visti con favore anche da gran parte di quei visitatori che, ogni anno, affluiscono qui in migliaia. Per partecipare al tour virtuale dell’Hermitage, il link sul quale far click è www.hermitagemuseum.org

Torino, Museo Egizio



Con la speranza che all’emergenza in atto possa essere finalmente anteposta la parola “fine”, il Museo Egizio del capoluogo piemontese arricchisce la sua proposta grazie all’ausilio di un’esposizione interattiva che assume la denominazione di “Archeologia invisibile”. Fino al prossimo 7 giugno, lo scenario che man mano non esiterà a delinearsi è quello di una fusione armoniosa ed equilibrata tra mera visione ed un retrobottega non meno ricco di utili cenni nozionistici. Il senso della vista verrà infatti corposamente completato da un condimento di aneddoti e cenni storici che insaporisce senza possibilità di fuga sia le mummie egizie sia tutti gli altri oggetti che della mostra non sono affatto comparsa secondaria. Per divenire spettatori attivi di siffatta maliosa esperienza, non bisognerà far altro che connettersi al sito www.museorgizio.it

Londra, British Museum

La tecnologia Gigapixel permette ai visori internauti di incrociare la loro occhiata con quella apparentemente imperscrutabile ma agli effetti pratici irresistibile di opere che, per qualità delle immagini, sono contemplabili in ogni seppur minimo particolare. I manufatti che compongono l’estesissima offerta sono circa 4.500, con mummie di origine egizia che certamente rappresentano alcune tra le attrazioni che meritano maggiore interesse. L’osservazione del tutto sarà facilitata dal crisma dell’ordine cronologico, funzione che consentirà di non lasciare fuori dal raggio d’azione della lente d’ingrandimento alcun indispensabile passaggio. Ciliegina che dall’alto completa il sapore di una torta che senza di essa sarebbe spoglia è data dalla Coppa di sant’Agnese, un calice medievale il cui oro massiccio è smorzato, in tutta la loro insita raffinatezza, da smalto e perle. Il sito di riferimento è www.britishmuseum.org

Amsterdam, Rijksmuseum



Tra i primati di cui questa struttura museale si fregia orgogliosamente vi è quello che scaturisce per direttissima da un numero impressionante quadri artisticamente attribuibili alla scuola fiamminga. Alcune delle caratteristiche che più di tutte le altre rendono  quest’ultima riconoscibile sono il largo utilizzo dei colori ad olio, una visuale spiccatamente particolareggiata della realtà e la predilezione per il miniaturismo.  Scaricando un’applicazione si potrà opzionare uno dei ben 14 itinerari presenti, molti dei quali realizzati direttamente da chi al Rijksmuseum c’è già stato. Ulteriori informazioni saranno consultabili su www.rijksmuseum.org

Milano, Pinacoteca di Brera

Con indosso il comodo ma ricercato vestito della consapevolezza, anche la Pinacoteca di Brera ha voluto tramutare i suoi amati tesori in sostanza che, per connotati e gusto per quello che comune non è, diviene impresa senza ombra di dubbio alcuna agevole ispezionare con passionalità. Sono quasi 700 le opere che adornano l’articolato menù (www.pinacotecabrera.org) , ognuna delle quali è istantaneamente divisibile per parametri che vanno dall’epoca di provenienza fino alla tecnica utilizzata in sede di lavorazione. L’alta definizione di cui si caratterizzano le immagini ne rende divertente lo zoom su una o più parti. Tutte le creazioni sono, in aggiunta, scaricabili online e riponibili, oltre che nella memoria squisitamente umana, anche in quella artificiale. Come facilmente si potrebbe immaginare, le didascalie che le corredano permettono di acquisire nozioni dettagliate e chiarificatrici. Una sezione distinta riepiloga tutti i dipinti della collezione, tra cui la “Cena di Emmaus” di Caravaggio e la “Vergine con Bambino” di Piero della Francesca.

Parigi, Louvre



La sala 3 del pianterreno si rivolge perlopiù a chi, per quel che concerne la civiltà babilonese, ha tutta l’intenzione di estendere le proprie relativamente ristrette conoscenze. Pietanza regina è il Codice di Hammurabi, un insieme di oltre 280 articoli incisi su una superficie in diorite. Nel corso dei decenni, diverse sono state le copie riportate alla luce, nessuna delle quali ha tuttavia conservato il medesimo raggiante stato di salute. Scultura che contribuisce per una fetta considerevole alla fortuna del Louvre è quella realizzata da Antonio Canova e dedicata ad Amore e Psiche, protagonisti da una nota storia di Puleio. Qui, il link di riferimento è www.louvre.fr

Atene, Museo dell’Acropoli

Lì dove il prodigio della forma di governo democratico ha per primo attecchito, quel che è antico millenni si rinnova senza tuttavia variare di un solo millimetro la sua forma originaria. Similmente ad altri musei che in modo quasi uniforme rivestono l’interezza del territorio ellenico, anche il Museo dell’Acropoli di Atene ha messo a punto, nella persona dei curatori, strumenti virtuali che ne fanno da sofisticato ma impattante canale di sfoggio. Inaugurata nell’anno 2009, la struttura calamita a sé la pienezza dei reperti che, negli anni, sono stati rinvenuti nelle immediate vicinanze della collina dell’Acropoli. Connettendosi al sito www.theacropolismuseum.gr, molteplici sono le funzioni fruibili dagli adulti e dai più piccini. Itinerari virtuali, insieme a giochini sfiziosi, placheranno sia le la curiosità dei bimbi sia la propensione immaginifica di chi ad Atene vorrà andare una volta terminata la pandemia in atto.

Roma, Ara Pacis



Similmente ad uno spicchio abbondante delle strutture museali citate fino ad ora, anche quella romana dell’Ara Pacis è riuscita in poco tempo ad avvalersi dei servigi della Realtà Virtuale Immersiva per costruire, mattoncino dopo mattoncino, un viaggio online che nulla ha da invidiare a quello svoltosi nella maniera tradizionale. Muovendo il mouse, si può infatti ruotare completamente la visualizzazione della schermata, avvicinandosi agli elementi ed avendo l’impressione neanche troppo remota di poterli quasi toccare. Una guida audio semplificherà il tour, fornendo una serie di informazioni volte a fare di esso un insieme di momenti suggestivi. Il portale nel quale fare accesso è www.arapacis.it

Madrid, Prado

Chiudere questa nutrita carrellata con il Museo del Prado madrileno significa penetrare tra i beni culturali che, una volta giunti nelle penisola iberica, bisogna senza esitazione immettere tra le pagine intonse del proprio taccuino. Un rigoroso dovere di cronaca impone di precisare che il progetto di un portale virtuale (www.museodelprado.es)  è stato in questo caso avviato fin dal 2015, con l’emergenza Coronavirus la quale non ha fatto altro che condurre verso un ulteriore implemento delle opere mostrate. Non è un caso, infatti, che i suoi contenuti siano ormai da qualche anno tra quelli più condivisi all’interno delle piattaforme social. Le mostre che lo hanno fatto grande si compiacciono nello sciorinare realizzazioni firmate da artisti del calibro di Tiziano, Velazquez, Goya e tanti altri ancora.




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